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Omicidio Loris, la madre ribadisce: "Lo ha ucciso mio suocero"

26 settembre 2016 | 13.52
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(Fotogramma) - Fotogramma

Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso il figlio Loris a Santa Croce Camerina, nel ragusano, ha ribadito la sua verità nella prima parte delle dichiarazioni spontanee rese davanti al gup di Ragusa, Andrea Reale, accusando il suocero di avere ucciso il piccolo Loris, che "aveva visto qualcosa che non doveva vedere", tra il nonno e la mamma.

In un'ora di deposizione la donna ha ribadito la sua ultima ricostruzione del delitto: il suocero era in casa con lei, su suo ordine avrebbe legato le mani al bambino con delle fascette. Poi lei sarebbe uscita dalla stanza per rispondere a una telefonata. Al ritorno avrebbe trovato il figlio morto, strangolato dal suocero con un cavo usb grigio. Poi il corpo avvolto in un plaid sarebbe stato caricato in auto e portato nel canalone di contrada Mulino Vecchio. Ma secondo le indagini di polizia e carabinieri l'uomo non era nella casa di Veronica Panarello.

E su questo punto della sua ricostruzione la donna ha provato a dare consistenza alla sua verità sottolineando che "il fatto che non riesca a dimostrare che mio suocero fosse in casa con me al momento del delitto non significa che non ci fosse...". Dopo un'ora di dichiarazioni l'imputata è apparsa stanca. Prima dell'udienza il suo avvocato, Francesco Villardita, l'aveva definita "agguerrita, ma serena. E soprattutto sicura di sé. Veronica Panarello sta bene, anche perché si è liberata di un grande peso che per paura aveva tenuto nascosto da tempo".

"Voglio essere punita, ma per quello che ho commesso. Se ci sono responsabilità mie pagherò, ma con me deve pagare l'autore materiale del delitto, mio suocero". Queste le parole di Veronica Panarello, secondo quanto riferito dal suo legale.

"La mia assistita - ha aggiunto Villardita - ha raccontato il modo in cui il suocero sarebbe salito in macchina, dove si e' posizionato e come si e' verificato l'omicidio, indicando nuovamente senza remore il responsabile materiale del delitto nel suocero". Villardita inoltre ha ricordato che è stata "negata la richiesta di confronto. Non è possibile tecnicamente presentare una richiesta formale, ma in sede di discussione dirò al giudice che questo processo senza confronto rimane monco e sarà il giudice che potrà anche uscire dalla camera di consiglio con una ordinanza per ammettere il confronto, invece che con una sentenza".

"Abbiamo riascoltato le stesse cose che aveva detto al Pubblico ministero - ha detto l'avvocato Francesco Biazzo, legale del nonno del piccolo Loris - Non ha aggiunto nessun tipo di particolare rispetto a quello che aveva già dichiarato. La mia sensazione è che continuiamo a essere sbalorditi. Siamo addolorati e queste dichiarazioni non rendono giustizia a questa creatura. Credo sia l'ennesimo tentativo di difendersi ma dalle indagini e dagli elementi probatori la posizione è indifendibile".

I primi a uscire dall'aula del Tribunale di Ragusa, a udienza conclusa, sono stati il nonno del piccolo Loris e il suo avvocato. E proprio il nonno, uscendo, ha affermato ad alta voce: "Voglio giustizia per mio nipote".

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