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Omicidio Mollicone, difesa: "Paragonato a Yara ma dna lì c'era"

07 luglio 2022 | 15.07
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Il legale Marsella: "Impronta non è dei Mottola"

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(Fotogramma)

(dall'inviata Giorgia Sodaro) - ''Sono stati richiamati casi eclatanti di cronaca come quello di Yara Gambirasio. In quel caso il dna di Bossetti è stato trovato sugli slip della ragazza. Qui abbiamo delle impronte che non sono degli imputati e questo è un muro oltre il quale non si può andare''. Così Mauro Marsella, difensore di Annamaria Mottola, in aula davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Cassino, nell'arringa finale del processo per l'omicidio di Serena Mollicone, la giovane di Arce uccisa nel 2001.

Il riferimento è all'impronta digitale trovata sul nastro adesivo usato per fissare il sacchetto di plastica che la giovane aveva in testa quando il corpo fu trovato nel boschetto dell'Anitrella. ''E allora quelle impronte di chi sono? - si chiede l'avvocato - Questa è una domanda che comunque rimarrà aperta''.

Piergiorgio Di Giuseppe, difensore di Marco Mottola, nell'arringa finale scandisce: "Siamo nel bel mezzo di un processo indiziario ma per avere una sentenza giusta bisogna avere indizi gravi, precisi e concordanti. L'accusa non può fondarsi sulla sommatoria fine a sé stessa di tutti gli indizi messi insieme. Indizi che non sono prove''.

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