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Perugia: omicidio Polizzi, ergastolo e 27 anni agli imputati

27 aprile 2015 | 20.30
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Il giovane venne ucciso a Perugia la notte del 26 marzo 2013 in un appartamento in cui stava dormendo con la fidanzata. Julia Tosti: "Alessandro non ce lo ridarà nessuno, però almeno un po' di giustizia è stata fatta"

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Ergastolo per Riccardo Menenti e 27 anni per Valerio Menenti. Entrambi sono stati condannati per l'omicidio di Alessandro Polizzi. L'accusa aveva chiesto due condanne all'ergastolo per entrambi gli imputati. Le difese avevano invece chiesto l'assoluzione da tutte le accuse per Valerio Menenti, e l'assoluzione per tentato omicidio e la riqualificazione da volontario a preterintenzionale per Riccardo Menenti.

Alessandro Polizzi venne ucciso la notte del 26 marzo 2013 in un appartamento di Perugia in cui stava dormendo con la fidanzata. Riccardo Menenti ha sempre sostenuto di non avere avuto intenti omicidi ma di avere voluto dare una lezione al ragazzo.

“Alessandro non ce lo ridarà nessuno, però almeno un po' di giustizia è stata fatta”. Sono queste le parole che Julia Tosti, sopravvissuta alla mattanza in cui venne ucciso il suo fidanzato solo perché la pistola si inceppò. La ragazza è scoppiata in lacrime insieme ai genitori del ragazzo ucciso. Un lungo e liberatorio abbraccio quando il giudice ha terminato di leggere la sentenza con cui è stato disposto anche un isolamento diurno per Riccardo Menenti.

La sentenza della Corte d'Assise di Perugia, presieduta dal giudice Gaetano Mautone, a latere Nicla Restivo, è arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio. I giudici hanno concesso le attenuanti generiche al giovane Valerio Menenti, ma le hanno considerate equivalenti alle aggravanti e il computo della pena è risultato 27 anni. I due imputati sono stati condannati anche al pagamento di 1.500.000 euro di provvisionali alle parti civili costituite. I giudici hanno disposto il sequestro conservativo dei beni sequestrati agli imputati una volta che la sentenza sarà passata in giudicato.

"E' una sentenza profondamente ingiusta e di sicuro faremo ricorso in appello", hanno commentato i legali di Riccardo e Valerio Menenti. "Sono rimasti molto male, non se lo aspettavano – dice ancora l'avvocato Francesco Mattiangeli che insieme a Manuela Lupo e Giuseppe Tiraboschi difendeva i due. Riccardo era convinto che l'istruttoria avesse dimostrato la bontà del suo racconto".

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