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Omicidio Torvajanica, arrestato il mandante. Gip: "Scia di sangue

03 agosto 2022 | 14.42
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Giuseppe Molisso ha assunto “un ruolo predominante nel panorama criminale romano, soprattutto nel settore del narcotraffico, rifornendo stabilmente buona parte delle piazze di spaccio nel quartiere di Tor Bella Monaca” ed “è divenuto persona molto temuta, pericolosa e forte, che non ha problemi a ricorrere all’uso della violenza, anche attraverso l’utilizzo di armi da fuoco”. Lo scrive il gip Francesca Ciranna nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Roma nei confronti di Giuseppe Molisso, pregiudicato 40enne, accusato di essere il mandante dell’omicidio di Selavdi Shelaj, avvenuto il 20 settembre 2020 nei pressi del chiosco Bora Bora sulla spiaggia di Torvajanica.

Per lui l’accusa è di omicidio volontario con l’aggravante del metodo mafioso. In carcere è finito anche il cognato Guido Cianfrocca, accusato del reperimento dell’arma mentre per una terza persona, accusata di ricettazione per aver trovato la moto, risultata rubata, da utilizzare per il delitto, il giudice ha disposto l’obbligo di firma. Gli esecutori materiali del delitto erano stati individuati lo scorso dicembre grazie alle indagini coordinate dalla Dda di Roma con i procuratori aggiunti Michele Prestipino e Ilaria Calò e condotte dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Frascati e dalla Squadra Mobile di Roma: si tratta di Enrico Bennato, fratello del più noto pregiudicato romano Leandro Bennato, e dell’argentino Raul Esteban Calderon, già arrestato perché ritenuto il killer dell’omicidio del capo ultras della Lazio Fabrizio Piscitelli, detto 'Diabolik'. Proprio pochi giorni fa la Cassazione ha confermato le misure per Calderon e Bennato in relazione all’omicidio di Torvajanica.

Il giudice sottolinea che “sulla gravità dei fatti vi è poco da dire: Molisso ha procurato un’arma che avrebbe dovuta essere utilizzata per l’omicidio e il mezzo utilizzato per l’omicidio”. Quanto all’aggravante del metodo mafioso contestata a Molisso, il gip scrive: “Il metodo di esecuzione del fatto, in un luogo pubblico, una domenica di settembre in spiaggia, il colpo sparato al collo, il contesto di vita condotto dalla vittima, che lasciava desumere un pieno inserimento in contesti di criminalità organizzata), l’arma utilizzata, detti elementi consentono (contestualizzando l’omicidio in una faida tra organizzazioni criminali contrapposte) di ritenere sussistente l’aggravante del 416 bis e in particolare dell’utilizzo del metodo mafioso”.

Gip: "Scia di sangue iniziata con uccisione Diabolik"

“L’omicidio di Shehaj Selevadi va inquadrato nell’ambito di una lunga scia di fatti di sangue cominciata il 7 agosto 2019 con l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik’. A quello, il 14 novembre 2019 segue il tentato omicidio di Leandro Bennato". Da quel giorno fino al 25 novembre, “si registravano plurimi tentativi di attentare all’incolumità di Fabrizio Fabietti, braccio destro di Piscitelli e di alcuni componenti della banda di Diabolik, di origine albanese” sottolinea il gip.

L’ordinanza fa il punto sui diversi omicidi e sparatorie seguite all’uccisione di Diabolik, il cui presunto autore è stato individuato in Raul Esteban Calderon, sottoposto a fermo il 14 dicembre 2021. “Una battuta d’arresto nell’escalation dei delitti” arriva il 28 novembre 2019, con l’operazione ‘Grande Raccordo criminale’ che ha portato in carcere fra gli altri Fabietti e Bennato. “I plurimi attentati alla incolumità di Fabrizio Fabietti (braccio destro di Piscitelli) e di alcuni componenti della banda di Diabolik di origine albanese sono stati ritenuti essere opera di Leandro Bennato e Raul Esteban Calderon in risposta al tentato omicidio ai danni di Bennato”. Shehaj infatti “è stato individuato, dai fratelli Bennato, come uno degli autori del tentato omicidio ai danni di Bennato” come emerge anche da un’intercettazione del fratello Enrico: ‘a mi fratello j’hanno sparato in mezzo alla strada…lo stavano ad ammazzà….quelli che so stati l’ho già ammazzati io…zitto. So’ morti tutti e due…uno alla spiaggia di Torvajanica e uno a San Basilio”.

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