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Omicidio Vannini, Ciontoli: "Chiedo perdono, io unico responsabile"

30 settembre 2020 | 13.19
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Dichiarazioni spontanee davanti alla seconda corte di Assise di Appello

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Chiedo perdono per quello che ho commesso e anche per quello che non ho commesso. So di non essere la vittima ma il solo responsabile di questa tragedia”. Lo ha detto Antonio Ciontoli in dichiarazioni spontanee davanti alla seconda corte di Assise di Appello al processo d'Appello bis in cui è imputato per l'omicidio di Marco Vannini, ucciso da un colpo di pistola nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, sul litorale romano.

“Sulla mia pelle sento quanto possa essere insopportabile, perché innaturale, dover sopportare la morte di un ragazzo di vent’anni, bello come il sole e buono come il pane” ha aggiunto. “Quando si spegneranno le luci su questa vicenda, rimarrà il dolore lacerante a cui ho condannato chi ha amato Marco. Resterà il rimorso di quanto Marco è stato bello e di quanto avrebbe potuto esserlo ancora e che a causa del mio errore non sarà. Marco è stato il mio irrecuperabile errore”.

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