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Omicidio Willy, Guerri: "Fascismo non c'entra, è stato teppismo"

11 settembre 2020 | 11.30
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Secondo lo storico è stato "un atto di cieca e inutile violenza ma non capisco cosa c’entri il superomismo”

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(Fotogramma)

La violenza fascista “era politica” mentre quelle esercitata contro Willy Monteiro Duarte “è’ un atto criminale di teppismo e brutalità portata alle estreme conseguenze”. Lo storico Giordano Bruno Guerri, parlando con l’Adnkronos, prende le distanze da quanto affermato sulle colonne de ‘La Stampa’ dalla scrittrice Dacia Maraini, secondo la quale nei tragici fatti di Colleferro emerge “la mentalità fascista dei superuomini. Il fascismo – ha evidenziato la scrittrice - come fenomeno non c'è più ma la cultura fascista c'è ancora. E su cosa è basata? Sul superomismo, cioè l'uomo superiore agli altri per la forza”.

La morte di Willy Monteiro Dua rte “è un atto di cieca e inutile violenza ma non capisco cosa c’entri il superomismo”, rincara la dose Guerri che argomenta: “E’ chiaro che un superuomo si ritiene al di sopra degli altri, lo dice la stessa parola. Però, in genere, lo fa con l’intelletto e non con la forza fisica. Non nego il fatto che questi due signori (i fratelli Gabriele e Marco Bianchi ndr) fossero di destra, o credessero di esserlo, ed è anche vero che la violenza viene esercitata di più da quel tipo di uomo che la giustifica con una propria superiorità in questo caso esclusivamente fisica. Atteggiamenti, questi, orribili e animaleschi, come dice Dacia Maraini, e da condannare".

"Però – continua Guerri - fare questa generalizzazione mi sembra veramente eccessivo. La violenza fascista era politica. Qui di politico mi sembra che non ci sia proprio niente. E’ un atto criminale di teppismo e brutalità portata alle estreme conseguenze. Va da sé, ovviamente, che anche la violenza politica, che è violenza sulle idee, è da condannare. Non si picchiano le idee e neanche le persone”, conclude lo storico.

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