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Omicidio Willy, pm chiede ergastolo per fratelli Bianchi

12 maggio 2022 | 13.31
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Chiesti 24 anni per Belleggia e Pincarelli

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(Foto Fotogramma/Ipa)

Ergastolo per Marco e Gabriele Bianchi, 24 anni di reclusione per Francesco Belleggia e Mario Pincarelli. Sono le richieste sollecitate dal pm Giovanni Taglialatela al presidente della Corte di Assise se Tribunale di Frosinone al termine della sua requisitoria per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne capoverdiano ucciso a Colleferro la notte tra il 5 e il 6 settembre di due anni fa.

I pm hanno riconosciuto le attenuanti generiche per Belleggia e Pincarelli, mentre hanno ritenuto insussistente l'aggravante dei motivi abietti per tutti e quattro gli imputati.

Anticipando la richiesta delle pene a conclusione della requisitoria, il pm Taglialatela ha detto: "Stiamo per chiedere le pene, ma qualunque sia la pena, se ci sarà, è solo un aspetto. La pena anche più severa deve contenere anche una speranza, che riguarda loro stessi, un cambiamento, un rinnovamento, una redenzione e un pentimento autentico". Ed è agli imputati che infine si è rivolto con un appello: "Cambiate, pentitevi, non solo per la vittima in sé, che lo reclama, ma per voi stessi e per chi ci sarà ad aspettare".

Nella sua requisitoria il pubblico ministero Taglialatela ha affermato che "non ci sono elementi che possano dire che Willy si sia difeso. Il suo corpo, che presenta lacerazioni ovunque, è stato usato come fosse un sacco da pugilato".

"Willy è stato accerchiato, uno di fronte e due ai lati, è stato preso a calci, schiacciato. Quante gambe devono avere i fratelli Bianchi se sono stati solo loro? Portatemi le prove che abbiano 4 gambe e 8 braccia, ma non è così - ha detto il pm - Perché è stato ucciso Willy? Cosa diciamo alla madre? Non aveva alcuno strumento di difesa, mentre uno gli schiacciava il diaframma, due lo pestavano. E' stato ucciso senza motivo, perché si trovava al posto sbagliato nel momento sbagliato".

"AGGRESSIONE BECERA E SELVAGGIA" - "Il fatto è tanto brutto quanto semplice, avvenuto in 50 secondi di confusione. Una aggressione becera e selvaggia - ha detto il pm Francesco Brando - posta in essere da quattro persone ai danni di un ragazzo di 21 anni".

Degli imputati ha detto: "Parliamo di soggetti al centro in passato di vicissitudini processuali, conosciuti come pericolosi e perché praticano Mma, il più violento tra gli sport di contatto che richiede una certa accortezza da chi lo pratica e conosce le conseguenze dei colpi - ha aggiunto il sostituto procuratore - La prestanza fisica, la preparazione atletica acquisita vengono utilizzate come arma per imporsi e prevaricare sugli altri soggetti coi quali entravano in contatto per annientare il contendente e metterlo in una condizione di impossibilità di reagire, senza pensare alle conseguente dei colpi e indifferenti alla minorata difesa della vittima". E ha sottolineato: "Questa abilità era un’arma. La morte di Willy è una tragedia, quello che è successo a lui poteva succedere a chiunque altro si fosse trovato a contatto con quei soggetti. Chiunque altro sarebbe potuto morire al posto di Willy o insieme a Willy. Anche Samuele Cenciarelli - ha aggiunto il pm Brando - venne colpito con un calcio alla gola, 'rimasto senza fiato', come detto da un testimone. I calci vengono dati intenzionalmente a parti sensibili del corpo. Colpi tecnici, violentissimi, dati per provocare conseguenze gravissime".

"Da una parte gli aggrediti, dall'altra gli aggressori. Soggetti che provocano, soggetti che prevaricano. Che non hanno rispetto per nessuno. Protagonisti acclamati di sceneggiate nei locali, che hanno atteggiamenti paramafiosi" le parole pronunciate dal pubblico ministero Brando, che ha continuato così la lunga requisitoria: "Willy era un ragazzo nel pieno dell'inizio della sua vita, che lavorava, aveva intrapreso una carriera per diventare cuoco. Era nel pieno della gavetta e quella sera, alla fine della giornata lavorativa, era andato a prendersi una cosa da bere. Quando l'amico Federico Zurma è stato aggredito, lui è andato a chiedere cosa fosse successo insieme a Cenciarelli. Lo avrebbero fatto tutti e quando capiscono che la situazione si è tranquillizzata, stanno per andare via. Sono le 3.23. I fratelli Bianchi stavano arrivando, lo sapevano anche gli altri imputati. Come sapevano che la situazione si stava mettendo per il peggio. Tutto parte da un calcio violento dato con la pianta del piede a Willy che lo fa finire contro una macchina. E un calcio professionale devastante. Quando prova a rialzarsi gli si scagliano contro e non ha più la possibilità di fare niente. Questo lo dice Vittorio Tondinelli, amico stesso dei Bianchi e poi considerato 'infame'. Insomma, il teste perfetto, che dice anche di aver visto Belleggia colpire la testa di Willy con un calcio come fosse un pallone".

Mentre ripercorreva le fasi della 'becera' aggressione, la mamma di Willy, come sempre in aula, teneva con le mani gli occhi, visibilmente commossa.

"L'azione che parte con i fratelli Bianchi si va poi a connotare come azione unitaria. Insieme si galvanizzano e Willy non tenta nemmeno di difendersi, perché non gli viene nemmeno concessa la possibilità di farlo. Samuele Cenciarelli prova a difenderlo in modo disperato, ma viene colpito alla trachea con un calcio che lo lascia senza respiro e un pugno alla mandibola ben assestato. Quella sera sarebbe potuto morire anche lui - ha detto il pubblico ministero - Tutti e 4 gli imputati partecipano attivamente all’aggressione a Willy. Lo dice Samuele Cenciarelli che solo per caso non ha avuto lo stesso destino di Willy".

"Francesco Belleggia ha partecipato attivamente all'aggressione - ha rimarcato il magistrato - ha tracce di dna sulla punta della scarpa, testimoni oculari genuini lo accusano. Ha dato un calcio a Willy quando era a terra, ha raccontato il teste Tondinelli, ed è scappato con i fratelli Bianchi. Sono un unico corpo che va via. Pincarelli li raggiungerà poco dopo nel locale del fratello di Marco e Gabriele Bianchi".

"WILLY MORTO PER FOLLIA LUCIDA IMPUTATI E FOLLIA DEL BRANCO" - Poi, al termine della sua lunga requisitoria: "Willy è morto per la follia lucida degli imputati. Per la follia del branco". "Marco Bianchi mente sapendo di mentire - ha aggiunto il magistrato - Così Mario Pincarelli, l'unico che si è sottratto all'esame. Fa tre dichiarazioni, quando viene arrestato, quando l'accusa diventa omicidio colposo e quando è venuto qui (in aula, ndr) a fare dichiarazioni in dibattimento. Ci dice che tutto è partito da uno schiaffo dato da Belleggia a un ragazzino, che i Bianchi arrivano, mettono pace e lo riportano a casa. Dice di essere inciampato su Willy. Ma un filmato di una telecamera di video sorveglianza smentisce la sua ricostruzione. Willy è morto per l'azione sinergica di più soggetti, sopraffatto dai 4 imputati che lo hanno picchiato selvaggiamente con colpi micidiali, lui con le braccia scese, dicono i testimoni, non tentava nemmeno di reagire, preso a calci e pugni mentre boccheggiava e annaspava a terra, da solo per 50 eterni secondi prima di morire". (Dall'inviata Silvia Mancinelli)

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