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Olio: Onaoo, campagna 2018 migliore rispetto allo scorso anno

06 settembre 2017 | 15.51
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Sarà una campagna migliore dello scorso anno per il mercato oleario, secondo le previsioni per il 2018, con la Spagna in leggero calo, la Tunisia al top del suo potenziale e l'Italia in risalita. A elaborarle Marcello Scoccia, assaggiatore professionista di olio di oliva, responsabile della Scuola e vicepresidente e capo panel dell'Onaoo (Organizzazione nazionale assaggiatori olio di oliva), in vista del III Meeting internazionale dell'organizzazione, in programma dal 7 al 9 settembre presso la Sala Congressi Eataly Roma.

Per il 2018, dunque, si prevede una riduzione della produzione in Spagna, con circa 100 mila tonnellate in meno, a causa delle temperature molto elevate e della siccità. Opposto il quadro per gli altri paesi presi già in esame quali maggiori produttori, come spiega l'esperto: "Ottantamila tonnellate in più possiamo prevederle per l’Italia con la Puglia in testa, (rappresenta il 40-50% della produzione totale del paese). La Puglia produrrà abbastanza, andrà meglio anche la Sicilia e la Calabria, con risultati discreti. Nell’area centrale, in Toscana, Marche, Umbria e Lazio troveremo meno volumi, per siccità e calore".

"Nel 2018 - ribadisce - la produzione sarà comunque migliore, rispetto lo scorso anno. Sarà in crescita la Grecia, non al massimo del suo potenziale, ma abbastanza discreta. Creta, purtroppo (30% del volume totale), ha in questo 2017 subito siccità".

"Dato interessante quello della Tunisia - sottolinea Scoccia - per la quale si prevede il triplo dell’olio avuto nel 2017. Dalla sua parte, il favore di piogge arrivate al momento giusto insieme a generali condizioni favorevoli. Sarà l’area più felice, con risultati relativi che raggiungono i massimi livelli previsti, in questa campagna olearia. Chiudendo con gli altri paesi, la Turchia, avrà poco più dello scorso anno, mentre possiamo parlare di un buon andamento per Marocco e Portogallo".

"In generale, il 2018 porterà, dunque, una campagna migliore rispetto al 2017 in termini di volume, con un calo che potrebbe verificarsi solo per la Spagna", osserva. "Confermando il fenomeno dell’alternanza produttiva tipica dell’ulivo, va premesso che il 2017 - precisa - è stato un anno di campagna che si definisce tecnicamente 'di scarica' così come, in realtà, lo è stata in generale per l’intera area mediterranea".

"L’olio - chiarisce l'esperto dell'Onaoo- è un prodotto naturale al 100%, ciò lo rende vulnerabile a diversi fattori, che incidono sulla qualità e la quantità, quali la siccità, il caldo e la mosca olearia. Tali aspetti, sono quindi da tenere in considerazione nella lettura delle previsioni sul 2018 che possono subire variazioni in termini numerici in base principalmente alle variazioni climatiche".

"In Italia -ricorda Scoccia - si contano 5.000 mila frantoi attivi, per lo più in Puglia, Calabria e Sicilia, regioni per le quali si prevede un aumento dei volumi che andranno a fare la differenza in positivo sulla previsione totale italiana da 200 mila tonnellate del 2017 a 280 mila del 2018. Nel Centro Italia, tenderà a scendere la Toscana e Umbria, dovrebbe restare invariata la situazione nel Lazio".

"Una nota sulla qualità che sarà interessante nel 2018 per Puglia, Calabria e Sicilia. Nelle zone più colpite dalla siccità, la produzione di olio, oltre che avere una riduzione in termini numerici, presenterà anche difetti organolettici tipici come legno e secco. Saranno comunque oli poco fragranti", conclude l'esperto dell'Onaoo.

L’Onaoo è la più antica scuola d’assaggio di oli d’oliva al mondo. Ogni anno organizza una full immersion di tre giorni per i propri associati. Parteciperanno gli assaggiatori professionisti che hanno completato il percorso di secondo livello, soci-studenti che hanno iniziato il percorso di secondo livello, soci-amanti e cultori che desiderino approfondire e rimanere al passo sulle novità del settore oleario internazionale. I Paesi partecipanti all’evento sono, oltre all’Italia, il Belgio, la Francia, la Lituania, la Danimarca, la Norvegia, la Svizzera, la Turchia, l’Olanda e Taiwan.

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