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Volkswagen: onorificenza 'beffa', Piech Cavaliere Repubblica dal 2 giugno

23 settembre 2015 | 14.16
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AFP PHOTO / ODD ANDERSEN - AFP

“È sempre il momento giusto per fare quello che è giusto”, amava ripetere Martin Luther King. Ma, a volte, il tempismo delle decisioni conta almeno quanto le decisioni stesse. Come insegna il caso dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita, su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri, il 2 giugno scorso a Ferdinand Karl Piech, presidente del Consiglio di sorveglianza di Volkswagen fino all'aprile 2015.

Nessuno, prima dello scandalo scoppiato in questi giorni che coinvolge la casa automobilistica tedesca, poteva mettere in discussione la lunga storia imprenditoriale del cooproprietario della Porsche, unanimemente considerato uno degli uomini più ricchi e influenti della Germania. Né, tanto meno, obiettare sull'opportunità di riconoscere a Piech i meriti necessari per meritare di essere ricompensato per le "benemerenze acquisite verso la Nazione".

Difficilmente, però, la decisione di far entrare Piech nella prestigiosa schiera dei cavalieri della Repubblica sarebbe stata presa oggi, poco più di tre mesi dopo, alla luce delle responsabilità che sembrano emergere in una vicenda che si avvia a diventare uno dei maggiori scandali della storia per l'industria europea.

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