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Open, procura Corte Conti indaga su dipendenti comunali

09 dicembre 2020 | 10.14
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Immagine di repertorio (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Personale del Comune di Firenze impiegato per le attività della Fondazione Open e dunque al di fuori dei fini istituzionali. Per verificare questa ipotesi un fascicolo esplorativo è stato aperto dalla Corte dei Conti della Toscana sulla scia degli sviluppi dell'inchiesta penale sulla ex 'cassaforte renziana', per cui sono indagati dalla Procura di Firenze - per finanziamento illecito ai partiti - l'ex premier Matteo Renzi, leader di Italia Viva, l'ex ministro Pd Luca Lotti, la parlamentare di Italia Viva Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera, l'imprenditore Marco Carrai e l'avvocato Alberto Bianchi.

La Procura contabile, riferisce l'edizione fiorentina di "La Repubblica", ha deciso di approfondire alcune circostanze emerse durante le indagini della Guardia di finanza, relative in particolare proprio al "doppio lavoro" che alcuni dipendenti di Palazzo Vecchio avrebbero svolto all'epoca in cui Renzi era sindaco di Firenze e preparava il terreno alla scalata ai vertici della politica nazionale.

Secondo i finanzieri, tra il 2012 e il 2013 la Fondazione Open (già Fondazione Big Bang) sarebbe stata gestita da "un'unica cabina di regia estesa anche all'ufficio di gabinetto e alla segreteria del sindaco del capoluogo toscano".

Sempre secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, il personale in servizio presso gli uffici del sindaco a Palazzo Vecchio si sarebbe occupato di aspetti relativi alla Fondazione "del tutto estranei all'amministrazione comunale": tra la segreteria dello studio dell'avvocato Alberto Bianchi, presidente all'epoca della Fondazione, e lo staff del primo cittadino, ci sarebbe stato inoltre "un costante flusso comunicativo".

Nelle carte dell'inchiesta sulla Fondazione Open si fa anche riferimento a una dipendente della segreteria del sindaco, che avrebbe avuto in uso una carta di credito intestata alla Fondazione, usandola per pagamenti e acquisti di titoli di viaggio a favore di più beneficiari, tra cui Matteo Renzi e Luca Lotti.

Dall'archivio sequestrato (nel novembre del 2019) all'avvocato Bianchi emergerebbe infine che l'attività di Open si svolgeva in varie sedi e uffici di Roma e Firenze, tra cui anche Palazzo Vecchio, sede del Comune, da dove venivano impartite "indicazioni su aspetti strategici organizzativi e di funzionamento, nonché sull'impiego di risorse e di spese".

La Procura contabile della Toscana, guidata da Acheropita Mondera, ha quindi aperto il fascicolo per stabilire eventuali danni dalle casse pubbliche.

La decisione, scrive sempre "La Repubblica", è stata presa nei giorni scorsi, sulla base di notizie di stampa in cui si riportavano stralci degli atti depositati dai pm Luca Turco e Antonino Nastasi in vista dell'udienza del tribunale del riesame, chiamato a decidere per la seconda volta (dopo un annullamento con rinvio del precedente provvedimento da parte della Cassazione) sulla legittimità dei sequestri subiti da Carrai.

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