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Lavoro: ceo Openjobmetis, costa come orologio di lusso, tagliare cuneo e basta

25 maggio 2017 | 18.11
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Parla il fondatore dell'agenzia Rosario Rasizza, 'attenzione agli incentivi'

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Rosario Rasizza

"Ma perché solo per tre anni?". Rosario Rasizza, fondatore e amministratore delegato di Openjobmetis, l'agenzia per il lavoro quotata in Borsa che conta ormai oltre 600 dipendenti e 460 milioni di fatturato, non pensa possa essere efficace limitare a tre anni l'azzeramento del cuneo fiscale per i giovani neoassunti. Il cuneo fiscale, per l'imprenditore, andrebbe ridotto per tutti e per sempre. "Il lavoro non deve essere un lusso e non può costare come un orologio di lusso, lo dico da anni, bisogna aumentare il netto in busta paga".

Poi, nel caso della proposta di Confindustria, "se non si aggiunge - dice all'Adnkronos - la regola fondamentale che le aziende possono azzerarlo solo se mantengono i dipendenti oggi in essere, succederà come con il Jobs Act, ossia che molti sono stati lasciati a casa per essere sostituiti con chi aveva l'incentivo, e così l'occupazione totale non è cambiata".

Gli incentivi non hanno fatto bene al Paese, ritiene l'imprenditore, appena tornato da un incontro con gli investitori a Ginevra. "Mi hanno chiesto perché i nostri dati sul lavoro tra 2016 e 2017 siano così 'ballerini'. Gli ho spiegato che fino all'anno scorso il mercato era ancora drogato dagli incentivi del 2015".

Una ricetta magica per aumentare l'occupazione "è difficile da trovare ma forse in passato qualche errore potevamo evitarlo". L'ultimo, l'abolizione dei voucher.

"E' stata una grande stupidata, per alcuni settori erano perfetti, ma certo era inaccettabile trovare operai pagati col voucher in produzione". Cercare soluzioni nella formazione e nelle politiche attive è giusto ma, si chiede Rasizza, "perché l'iscrizione all'Anpal è di tipo volontario?". L'iscrizione all'Agenzia nazionale per le Politiche Attive del Lavoro "dev'essere obbligatoria, se no qualcuno si prende un assegno per la ricollocazione ma per mesi non cerca nulla".

Sicuramente, "l'Italia ha le carte in regole per potercela fare, dobbiamo solo smetterla di piangerci addosso e guardare ai nostri punti di forza". Ciò che manca al Paese "è un amministratore delegato che si assuma le responsabilità e che abbia la possibilità di poter prendere due o tre decisioni e attuarle in un breve lasso di tempo".

Quanto a Openjobmetis, sbarcata in Borsa nel dicembre del 2015, è in continua crescita. "Dopo un anno il valore delle azioni è salito del 50%", spiega Rasizza: "Siamo una squadra che si sente diversa, più forte, e i clienti hanno apprezzato la nostra trasparenza in un ambiente delicato come quello del lavoro". Per l'esercizio in corso "le aspettative sono in linea con le nostre previsioni e con le stime degli analisti".

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