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Opera di Roma, Marino: "Bilancio in attivo, bene Fuortes". In cda nessun cenno a liquidazione teatro

29 luglio 2014 | 15.52
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Il sindaco: "Ci sarà un nuovo consiglio a settembre. Allargheremo la lirica e la danza anche nelle periferie romane". Il sovrintendente: "L'accordo (raggiunto lunedì, ndr) prevede nessun licenziamento, né mobilità e stessi livelli dei salari. Non ci poteva essere un piano industriale più favorevole"

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Ci sarà un nuovo cda del Teatro dell'Opera a settembre. Lo ha annunciato il sindaco di Roma Ignazio Marino al termine del cda di martedì, sottolineando che "è prevista la discussione per allargare l'insegnamento della lirica e della danza anche nelle periferie della Capitale perché il Teatro dell'Opera deve essere non solo un elemento di eccellenza ma anche uno strumento di cultura e informazione nella nostra città".

Marino ha voluto congratularsi "con il Cda del Teatro dell'Opera e il sovrintendente Carlo Fuortes perché il bilancio preconsuntivo del primo semestre 2014 vede uno scostamento di 766mila euro in più rispetto alle previsioni e riporta il teatro in situazione di attivo". Tramite la valorizzazione del cartellone degli spettacoli e il contenimento dei costi infatti, spiega il cda, si passa da una perdita di 7 milioni 372.207 euro ad un attivo di 420.893 euro. "Il dissesto - ha spiegato Marino - ha portato a sollecitare l'accesso alla legge Bray per gli enti lirici, per evitare la liquidazione del Teatro".

Una situazione in miglioramento, dunque, come conferma il sovrintendente Fuortes. "In merito alla liquidazione del Teatro, il Cda non ha neanche valutato questa ipotesi, anzi incredibilmente il teatro sta in una situazione molto buona: la legge Bray azzera debiti e potrebbe risanare la situazione del passato", ha detto Fuortes. "Il primo semestre migliora il bilancio che avevamo previsionato, tutto questo rispettando alla lettera il programma, cioè senza fare tagli al programma stabilito dalla passata soprintendenza", ha sottolineato.

"L'accordo (raggiunto lunedì, ndr) prevede nessun licenziamento, né mobilità e stessi livelli dei salari. Non ci poteva essere un piano industriale più favorevole. A settembre parleremo della dotazione organica possibile e non di quella attuale e quindi delle scelte in materia organizzativa", ha detto Fuortes. "Le leggi prevedono che su questo ci siano dei ruoli e delle responsabilità - ha chiarito Fuortes - ma la nuova dotazione organica da decidere entro il 30 settembre è altra cosa rispetto ai lavoratori che attualmente lavorano al teatro".

"Abbiamo discusso a lungo di situazione economica finanziaria del teatro, e abbiamo chiesto delucidazioni su alcune assunzioni a tempo indeterminato fatte nell'anno 2013 - ha proseguito il primo cittadino - Ovviamente non siamo contrari alle assunzioni a tempo indeterminato ma in un momento di crisi economica finanziaria abbiamo bisogno di chiarimenti, di approfondimenti sul perché, su cosa ha guidato tali decisioni".

In merito ai recenti scioperi dei dipendenti del Teatro, il sindaco ha spiegato che "ci hanno molto rammaricato perché ci hanno impedito lo svolgimento della Bohème per la quale eravamo pieni di entusiasmo: immaginavamo di poter chiudere con un significativo attivo, ma a causa degli scioperi abbiamo registrato perdite intorno ai 300mila euro. Oltre che di perdite economiche si tratta di perdite di immagine. Quella di Caracalla era un'offerta straordinaria".

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