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Belgio, Salah dopo l'arresto: "Non ne potevo più, contento che sia finita"

21 marzo 2016 | 08.31
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(Afp)

"Sull'altare dell'anonimato sono state offerte la sicurezza dei miei e la sicurezza pubblica della popolazione e io questo non sono disposto ad accettarlo", ha tuonato il direttore della polizia giudiziaria del Belgio Claude Fontaine, deplorando l'anticipazione della notizia, da parte dell'Obs e dell'emittente tv VTM, del ritrovamento di tracce di dna di Salah Abdeslam nel covo di Forest, prima della cattura del terrorista coinvolto negli attacchi a Parigi dello scorso 13 novembre, a Molenbeek.

Le rivelazioni della stampa hanno rischiato di pregiudicare la cattura di Salah costringendo le forze di sicurezza a far scattare l'operazione per l'arresto in anticipo sui tempi previsti, il venerdì invece che il sabato mattina.

Exclusivité iTELE: les nouvelles images de l'intervention des ...

Exclusivité iTELE Ces images, prises sous un angle différent, montrent un homme essayer de prendre la fuite au 79 rue des Quatre-Vents à Molenbeek, avant qu'il soit maîtrisé par les forces spéciales► Un autre homme est aussi exfiltré du bâtiment, visiblement blessé au genou► Deux hommes ont été blessés lors de l'intervention des forces spéciales: Salah Abdeslam et Amine Choukri

Pubblicato da iTELE su Domenica 20 marzo 2016

"Noi siamo dei professionisti, siamo in grado di anticipare gli eventi. Ma è vero che è stato un grande problema, parlerei di una certa irresponsabilità da parte di una certa stampa. La polizia giudiziaria stava lavorando a diverse ipotesi, Salah avrebbe potuto uscire con una cintura esplosiva e mettere in pericolo non solo la polizia ma anche la gente", ha dichiarato Fontaine ai microfoni dell'emittente Rtbf.

"La presenza della stampa ha come conseguenza che chi cerchiamo di catturare sparisce nel nulla, poi il giorno dopo cosa ci dicono? Sono quattro mesi che sono li e voi non siete in grado di fare nulla?", ha aggiunto.

La procura federale belga e il giudice di istruzione hanno intanto diffuso un nuovo mandato di ricerca e fatto appello all'opinione pubblica per avere informazioni riguardanti Soufiane Kayal, uno dei sospetti ricercati nel quadro dell'inchiesta sugli attentati di Parigi, ora identificato come Najim Laachraoui, nato il 18 maggio 1991 e partito per la Siria nel febbraio 2013.

Laachraoui è stato forse l'artificiere che ha messo a punto le cinture esplosive usate dagli attentatori nella capitale francese. A riferirne è l'emittente belgra RTBF: secondo informazioni citate dall'emittente tracce del suo Dna sono state ritrovate su almeno due cinture esplosive, una usata al Bataclan, l'altra allo Stade de France. Laachraoui dunque le ha manipolate, forse anche costruite. Le sue impronte sono inoltre state trovate nel covo di Scharbeek dove si ritiene siano stati confezionati gli ordigni dei terroristi.

L'uomo era in possesso di una falsa carta di identità quando venne fermato alla frontiera austro-ungherese lo scorso 9 settembre: era a bordo di una Mercedes in compagnia di Salah Abdeslam e di Samir Bouzid, identificato come il terrorista algerino Mohamed Belkaïd, 35 anni, ucciso a Forest martedì scorso.

La sera degli attentati inoltre sarebbe stato in contatto - a fianco a Belkaid - con i terroristi inviati a Parigi. Quelli del Bataclan avevano inviato loro un messaggio a partire da un telefono cellulare - la cui carta sim era di Salah Abdeslam - poi ritrovato all'esterno della sala. Diceva: "Partiamo, si comincia". Un altro complice è ancora in fuga: si tratta di Mohamed Abrini , 31 anni.

A bdeslam dopo l'arresto, sono contento che sia finita - Salah Abdeslam era "piuttosto sollevato" per il fatto che "la caccia all'uomo fosse finita". Questo ha riferito questa mattina il suo avvocato belga, Sven Mary, intervenendo su Radio 1 e riferendo delle parole del suo assistito che ha incontrato lo scorso fine settimana. Dichiarazioni che vanno nella stessa direzione di quelle riferite sempre oggi dal quotidiano fiammingo Nieuwsblad secondo il quale al momento dell'arresto Abdeslam avrebbe detto: "Sono contento che sia finita. Non ne potevo più".

Su Radio 1 Sven Mary ha precisato che il primo incontro con il suo cliente è durato "una decina di minuti", precisando che il colloquio non è stato facile anche perché avveniva in presenza di quattro agenti con il volto coperto. Abdeslam era sul letto perché ferito ad una gamba. Sven Mary ha infine affermato che Salah "coopererà". "Lo fa da sabato". "Non ha mai detto che farà l'informatore" ma "potrà fornire informazioni preziose tanto ai poliziotti quanto ai giudici e agli avvocati".

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