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Orca, la risposta Usa al siluro atomico di Putin

21 febbraio 2018 | 16.47
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Foto dal sito Lockheed Martin

Si chiama Orca o meglio, 'Extra-Large Unmanned Underwater Vehicles XLUUV', progetto promosso dalla Darpa, l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata della Difesa Usa in risposta al siluro atomico di Putin, lo Status-6 (Статус-6), nome in codice Kanyon. Arma micidiale, quella russa, che, in base alle informazioni ufficiali del Ministero della Difesa di Mosca, sarebbe in grado di provocare danni micidiali, contaminando vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo. Numerosi siti specializzati russi riportano inoltre che l’arma può essere diretta anche contro basi navali e gruppi di battaglia delle portaerei, ma lo scopo primario dello Status-6 resterebbe l’attacco nucleare contro le infrastrutture costiere del nemico. Minaccia tanto reale, da costringere l'amministrazione Trump, a rilanciare nuove strategie in grado di contenere la corsa al riarmo atomico che la Federazione russa ha intrapreso.

Ebbene, ecco allora, l'unità Orca XLUUV, concepita come un drone, (Unmanned Undersea Vehicle). Drone a lungo raggio con un vano di carico utile riconfigurabile. La fase di progettazione è stata affidata a Lockheed Martin. Si parla di un contratto di 43,2 milioni. Le sue principali caratteristiche sono l’intelligenza artificiale, potrà operare senza la comunicazione costante con il centro di controllo, l’autonomia, la stiva di carico modulare, la persistenza in area operativa ed il sistema di alimentazione ricaricabile ibrido. Tuttavia, secondo gli analisti, mancherebbe, ancora un tassello per chiudere la possibile architettura della piattaforma strategica automatizzata: il sistema d'arma nucleare trasportato a bordo.

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