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Animali: Lav, verdetto Provincia di Trento per orso è ergastolo o uccisione

24 luglio 2017 | 19.07
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“Ergastolo o uccisione. Questo il freddo, agghiacciante verdetto non degno di un Paese civile, avanzato dalla Provincia di Trento per l’orso che si sarebbe scontrato con un uomo, fortunatamente senza gravi conseguenze e al quale esprimiamo la nostra solidarietà, in presenza del suo cane”. Così la Lav, ricordando la vicenda dell’Orsa Daniza del 2014, commenta l’Ordinanza anti-orso firmata oggi dal Presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi.

Come preannunciato ieri nel corso di un vertice, l’Ordinanza prevede un intervento di “monitoraggio, identificazione e rimozione”; nello specifico, la Lav mette in evidenza che alla lettera 'j' dell’Ordinanza si prevede la “cattura per captivazione permanente” e alla lettera 'k' “abbattimento”.

“Si tratta di una sentenza senza processo, emessa sulla spinta emotiva e irrazionale di un’amministrazione provinciale che vuole pieno diritto di vita e di morte sugli orsi - commenta la Lav - Gli orsi non sono tornati in Trentino per loro volontà, ma per decisione della Provincia che ne ha fatto un vanto con tanto di pubblicità, e a spese del contribuente. Ma gli orsi veri non sono peluche né bersagli".

Per la Lav, "da Daniza a oggi non c’è una gestione veramente attiva e risolutiva in materia di corretta convivenza con questi animali. Un verdetto contro gli animali e contro l’ambiente: una grave macchia per il Trentino che fa vanto delle sue bellezze naturalistiche, salvo poi emettere provvedimenti di forza e gravemente coercitivi, come questa Ordinanza". La Lav chiede che non faccia parte della Squadra del Servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento, che sarà chiamato a dare attuazione all’Ordinanza, il medico veterinario che ha già condannato Daniza e di sapere da chi sarà composta tale Squadra.

La vicenda dell'orsa Daniza. L'orsa Daniza è stata catturata a Trento il 10 settembre 2014 con un anestetico dall'effetto letale, lasciando orfani i suoi due cuccioli di cui si sono poi perse le tracce. E non era il primo caso del genere: dal 2008 e fino a quel momento, c'erano già stati due casi di orsi vittime di narcosi dall'effetto letale su 16 tentativi di cattura: nel 2008 l'Orsa KG2G3 anestetizzata e con conseguente annegamento presso il Lago di Molveno (Trento), nel 2012 l'Orso JJ5 catturato a Terlago (Trento). Sospetto avvelenamento invece per l'Orso M6, avvenuto il 28 marzo 2015.

Gli orsi tornano così alla ribalta sempre a seguito di notizie di cronaca che ripropongono la difficile convivenza con l'uomo. Tema al centro di ‘Gemma, la madre degli orsi’, il documentario, prodotto dal Corpo Forestale dello Stato e Adnkronos . Uno scorrere di voci, di testimonianze della popolazione abruzzese di Scanno, paese da sempre diviso tra chi tollera la presenza dell’orsa Gemma e chi no.

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