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Orietta Berti: "Il mio Sanremo con gli anticorpi"

22 gennaio 2021 | 14.09
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Il ritorno in gara dopo 29 anni e per la dodicesima volta: "Sarà come un debutto. Dovremo vestirci, pettinarci e truccarci in albergo", rivela la cantante all'Adnkronos.

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"Dopo 12 festival e a 29 anni dall'ultima partecipazione, farò il mio primo festival con gli anticorpi. Sarà come un debutto". Orietta Berti non perde il buonumore per raccontare all'Adnkronos come si sta avvicinando al festival di Sanremo. "Non sarà mica facile! È pieno di regole! L'ultima che mi hanno detto è che bisognerà vestirsi già in albergo e provvedere al trucco e parrucco in stanza. All'Ariston bisogna arrivare pronti ad entrare in scena. Dovrò trovare il tessuto giusto, sennò salirò sul palco tutta stropicciata...", confida con la consueta schiettezza.

Del brano che porta in gara, 'Quando ti sei innamorato', non vuole dire troppo: "Magari ne parliamo più avanti, ma è un brano nella migliore tradizione della melodia italiana, l'ha scritta Francesco Boccia, lo stesso di 'Grande Amore', con cui Il Volo ha vinto il festival". Il ritorno al festival, non lo nega, le mette "l'emozione di sempre": "È sempre una gara, un esame", sottolinea. "Per questo - aggiunge - per quasi 30 anni mi sono rifiutata di tornarci". E sulla decisione di tornare quest'anno ha pesato proprio il Covid: "Ho pronto un cofanetto di 6 cd per festeggiare i miei 55 anni di carriera ma non c'era modo di presentarlo. Sono 4 cd dagli esordi agli anni '90, uno con duetti e sigle e uno di inediti. Un lavorone che non volevo rimanesse nel cassetto fino a Natale prossimo".

Poi interviene volentieri sul dibattito che circonda la convivenza del festival con il Covid, iniziando con una battuta: "Io che ho cantato 'Fin che la barca va', la barca non la volevo. Preferisco un bell'albergo a Bordighera", ride. Gli accompagnatori? "Alle prove e all'Ariston potrò averne solo uno, il mio manager Pasquale Mammaro. Ma a Sanremo mi porto anche mio figlio Otis, anche se non potrà venire con noi in teatro, il festival lo vedrà in tv dall'albergo. Certo non sarà come per gli altri festival, quando ogni cantante aveva con sé 15 persone".

"Dopo il Covid dovrei essere immune ma a questo festival sarei venuta lo stesso"

Ammette di sentirsi più al sicuro dopo aver preso il Covid a dicembre: "Dovrei essere immune almeno per qualche mese, sperando che qualche variante strana non ci guasti la festa", dice. "Comunque al festival sarei venuta lo stesso. Sono già andata a diverse trasmissioni e sono molto scrupolosi. Quindi non ho motivo di essere preoccupata", assicura.

Orietta è tra chi sostiene che "è molto importante che Sanremo si faccia: è importante per l'industria musicale ma anche per la gente in casa, che ha bisogno di distrarsi un po' e che non può sentire parlare solo di politica e di Covid. Il clima di Sanremo è sempre di svago. Poi, non si può andare a teatro, al cinema, ai concerti: lasciateci almeno il festival!" Quanto alle date del festival, Orietta si fida degli esperti: "Ho sentito dire ogni cosa, anche che potevano spostarlo ad aprile o maggio. Ma se rimane a marzo, vuol dire che si può fare. E io preferisco". Infine, la questione pubblico: "Non sarà un pubblico vero, perché è vietato da Dpcm, ma un pubblico di figuranti. Ma per noi cantanti è importante non esibirci di fronte ad una platea vuota. Per noi è molto importante avere delle persone davanti. È un anno che non facciamo concerti, io mi sento un po' depressa. Sarà bellissimo cantare dal vivo con l'orchestra".

"Certo - prosegue - sarà una delusione per chi non potrà comprare i biglietti: mi hanno chiamato tanti. Pure alcuni amici dal Canada che avrebbero voluto comprare cento biglietti... Gliel'ho spiegato che non si può. Che poi, pure raggiungere Sanremo dal Canada in questo momento come si fa? Ma ci seguiranno in tanti in tv, anche dall'estero. Io spero di fare una bella figura, con una canzone in linea con le nostre radici. Ma ha fatto bene Amadeus a prendere un po' di tutto. Io piaccio alle famiglie ma servono anche i giovani pieni di ammiratori sul web". A proposito, che rapporto ha con i social? "Anche io ce li ho, c'è un sacco di gente che mi vuole bene e mi segue. Ma non 50 milioni come Fedez, però", conclude.

(di Antonella Nesi)

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