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Orto Casa Bianca, Michelle Obama: "Spero che la nuova first family lo ami"

09 novembre 2016 | 13.02
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Che fine farà l'orto di Michelle Obama? Ora che non è più la first lady, non è ancora certo il destino della sua più importante 'legacy', il suo famoso orto. Al suo interno aveva recentemente inaugurato una nuova, molto più grande, sistemazione delle sue coltivazioni biologiche, diventate in questi anni in America e in tutto il mondo una sorta di bandiera dell'alimentazione sana e della campagna 'Let's Move'.

La nuova sistemazione prevedeva una serie di strutture in pietra, cemento e metallo nel South Lawn, quindi semi permanenti, e che sarà difficile rimuovere senza fare clamore, nel caso in cui Trump e famiglia non volessero più tenerlo.

"Sono molto orgogliosa nel sapere che questo piccolo orto continuerà a vivere come simbolo delle speranza e dei sogni che abbiamo di far crescere una nazione più sana per i nostri bambini", aveva dichiarato Michelle durante la passata inaugurazione. "Spero che la future first family continui ad amare questo orto come abbiamo fatto noi".

Con la vittoria di Donal Trump questa certezza però non è più sicura. Con Melania come nuova first lady infatti, il messaggio di un'alimentazione sana e genuina potrebbe venir meno, essendo lei una grande appassionata di hamburger e pollo fritto.

Senza contare il portato ideologico contro tutto quello che la campagna per l'alimentazione sana, il biologico e la difesa dell'ambiente rappresentano. Del resto, esiste anche un precedente di furore conservatore contro le misure ambientaliste importate da presidenti democratici alla Casa Bianca: una volta insediatosi nel 1981, Ronald Regan fece smontare i pannelli solari che aveva installato Jimmy Carter.

Intanto, sono già stati presi accordi con il National Park Service per il mantenimento dell'orto che viene assicurato da un fondo privato di 2,5 milioni di dollari, in modo che le spese non ricadano sui contribuenti. Ma, come ammettono dallo staff dell'ormai ex first lady, sarà "la prossima amministrazione a decidere come vorrà gestire il 'garden'".

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