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Pa, riforma punta a taglio consulenze: valgono ancora 1,06 mld/Scheda

10 giugno 2014 | 17.55
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Tagliare, ancora, le consulenze nella Pubblica amministrazione. E' uno degli obiettivi che il premier, Matteo Renzi, e il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, vogliono centrare con la riforma che sarà venerdì all'esame del Cdm. Si tratta di una voce di spesa che, scesa per effetto dei tagli alla spesa pubblica degli ultimi anni, ammonta ancora a 1,06 mld.

Nello specifico, come emerge dall'ultimo rapporto trasmesso in Parlamento dal ministro Madia, le consulenze affidate all'esterno dalla Pa ammontano a 825 mln, a cui vanno sommati 239 mln di incarichi ai dipendenti, soprattutto ai dirigenti. In tutto 1,06 miliardi con un calo consistente, il 34%, rispetto agli oltre 1,6 mld del precedente rapporto.

Restano 138mila dipendenti con incarichi e 157mila consulenti. Il compenso medio per ogni consulenza di 3.981 euro, in calo di 135 euro. E sono frequenti i casi in cui una stessa persona può contare su più consulenze, con un numero medio di 1,64 incarichi a persona. La geografia delle consulenze è piuttosto articolata, con consistenti differenze fra i diversi settori: scuola e sanità restano in testa alla classifica, con oltre 300 milioni di consulenze; seguono enti locali e regioni, con altri 280 milioni. Consulenze ricche anche per le università, con 105 milioni, mentre i ministeri contengono le loro spese in 28 milioni.

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