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Pa, sindacati Sicilia: no a taglio Cdc, a rischio posti di lavoro

11 luglio 2014 | 13.09
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''No al dimezzamento del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio a carico delle imprese''

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''No al dimezzamento del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio a carico delle imprese''. Il Coordinamento regionale unitario Fp Cgil, Cisl Fp ed Uil Fpl delle Camere di Commercio, riunito a Palermo con la presenza di rappresentanze sindacali aziendali provenienti da tutte le Province, ha confermato il "pieno sostegno" alle iniziative, assunte dalle segreterie nazionali, mirate a contrastare la politica del Governo nazionale.

Nel mirino il decreto legge 90 che pone di fronte ad "una crisi irreversibile" il sistema camerale italiano, portandola a pieno compimento con il disegno di legge di riforma in discussione. Un testo, secondo le parti sociali, che svuota di compiti e funzioni gli enti camerali, a partire dal trasferimento della tenuta del registro delle imprese, la cui iscrizione non sarebbe più obbligatoria, al ministero delle Attività produttive.

''In Sicilia - dichiarano i responsabili di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Enzo Abbinanti, Paolo Montera e Luca Crimi - il dimezzamento dei diritti camerali, imposto dall'art. 28 del decreto Renzi che è in attesa di conversione in legge, pone le Camere di Commercio di fronte alla evidente impossibilità di continuare a garantire la copertura delle uscite in bilancio, soprattutto per quello che riguarda le spese per il personale, con pesanti ricadute su tutti i lavoratori, sia di ruolo che precari, ed anche sui pensionati''.

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