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Pa: Unioncamere Veneto, da taglio diritti Cdc risparmio 63 euro a impresa

11 luglio 2014 | 15.48
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Un risparmio medio per singola impresa di 5,2 euro al mese a fronte di 2,5 miliardi di effetto recessivo per l'economia italiana. Sono questi i benefici del taglio del 50% del diritto annuale versato dalle aziende alle Camere di Commercio deciso dal governo che emergono dallo studio 'Il sistema camerale in Italia: ruolo, valore ed identità' di Unioncamere Veneto e Cgia Mestre. La riduzione del diritto annuale a partire dal 2015 comporterebbe un risparmio medio annuo di circa 63 euro ad impresa, mentre per le ditte individuali ammonterebbe a circa 31 euro (2,6 euro al mese).

"Di contro - precisa Unioncamere Veneto - ci sarà una perdita di risorse di oltre 400 milioni di euro all'economia dei territori sulle voci export, credito, turismo, innovazione, formazione. Oltre 2.500 i posti di lavoro a rischio e un aggravio sulle casse dello Stato di 167 milioni di euro, ma soprattutto un effetto recessivo di circa 2,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% di valore aggiunto del Pil".

Fernando Zilio, presidente di Unioncamere Veneto, auspica quindi che il premier Matteo Renzi torni sui suoi passi in merito a quello che definisce un "azzeramento delle Camere di Commercio" non giustificato.

Unioncamere Veneto ricorda infatti che il sistema camerale incide sulla spesa pubblica nazionale per lo 0,2%, pari a 1,8 dei 715 miliardi di spesa pubblica primaria. Zilio chiede di evitare che i risparmi sul fronte pubblico "finiscano per tagliare, se non l'unica, comunque una delle realtà più virtuose".

"Il sistema delle Camere di Commercio e delle Unioni Regionali, soprattutto in alcune regioni tra cui il Veneto, sono - conclude - garanzia di sviluppo per le imprese e di sostegno alla loro azione sia sul mercato interno che estero".

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