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Grecia: Padoan a Varoufakis, crescita è interesse comune/Adnkronos

03 febbraio 2015 | 18.16
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Passa per Roma il tentativo della Grecia di allentare gli impegni sul pesante debito da 320 mld di euro. Una tela diplomatica difficile da tessere, con l'incontro di oggi al Tesoro che viene definito "utile e costruttivo"

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Yanis Varoufakis

Passa per Roma il tentativo della Grecia di allentare gli impegni sul pesante debito da 320 mld di euro. Una tela diplomatica difficile da tessere, nella quale rientra il pranzo a Roma tra il ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis e il titolare di XX settembre Pier Carlo Padoan, alcune ore prima dell'incontro ai massimi livelli tra i rispettivi premier, Matteo Renzi e il paladino anti-austerity Alexis Tsipras.

"Con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan abbiamo avuto un incontro utile e costruttivo", spiega il combattivo esponente del governo greco al termine della colazione di lavoro al Tesoro, durata circa un'ora e mezza. Sguardo da duro, sorriso sornione, l'abbigliamento casual per il quale la stampa britannica non ha lesinato critiche dopo la visita a Londra, Varoufakis si concede alla stampa senza tuttavia sbilanciarsi sul tema caldo del debito e della proposta svelata al Financial Times di uno swap sui titoli di Stato di Atene.

I nostri Paesi condividono un interesse comune: entrambi siamo convinti dell’importanza che la Grecia si collochi su un sentiero di crescita forte e sostenibile attraverso un chiaro programma di riforme strutturali", sottolinea Padoan in una nota diffusa al termine dell'incontro. "L’attenzione alla crescita è prioritaria per garantire la sostenibilità del debito greco e per creare nuova occupazione nel Paese e contribuire così a sollevare il popolo greco dal disagio sociale prodotto dalla crisi”, evidenzia ancora Padoan.

Il ministro italiano punta i fari sui valori comuni dell'Ue. “L’Unione europea è un luogo dove solidarietà e responsabilità sono principi concreti che si esercitano congiuntamente. L’Eurogruppo e l’Ecofin sono le sedi istituzionali dove ciascuno Stato membro può discutere e affrontare i propri problemi, nutrendo fiducia nella possibilità di trovare soluzioni comuni nell’interesse di tutti”, afferma ancora nel testo.

Da parte sua Varoufakis si è limitato a dire che con Padoan si è discusso "di tutti parametri significativi per la stabilità della zona euro". Nessun commento invece sulla proposta del ministro ellenico svelata da Ft di sciogliere il nodo con i creditori internazionali scambiando il debito con nuovi bond legati alla crescita economica. "Un menù di swap", lo ha ribattezzato lo stesso Varoufakis secondo il Ft, tra cui due nuovi tipi di bond: uno indicizzato alla crescita economica nominale, quindi più la Grecia cresce maggiore sarebbe l'importo pagato ai creditori; e l'altro, definito dal ministro 'bond perpetuo', che sostituirà i titoli di Stato greci in mano alla Bce.

Un'idea che Varoufakis esporrà domani quando si recherà in visita a Francoforte dal presidente della Bce Mario Draghi, poi a Bruxelles dal presidente della Commissione Jean Claude Juncker e giovedì dall'omologo tedesco Wolfgang Schaeuble.

Atene chiede "un accordo ponte che ci dia il tempo, tipo un mese, o sei settimane a partire da fine febbraio per mettere a punto un'intesa, che poi attueremo a partire dal primo giugno. La nostra crisi finirà. Vedrete se ci sarà l'accordo, i capitali arriveranno in fretta", spiega Varoufakis. Atene guarda a Roma per costruire il consenso intorno alla sua proposta e tratteggia parallelismi tra i due paesi.

Quella italiana "è un’ economia seria e produttiva, dal punto di vista culturale, della manifattura, fate quasi tutto e quello che producete lo fate molto bene. Avete amministrato bene l'economia, avete raggiunto quasi un equilibrio di bilancio corrente, il governo ha rispettato i parametri di Maastricht e avete anche un surplus primario. Eppure nonostante questo avete un debito insostenibile", è il ragionamento esposto dal ministro nella Capitale. "E quando succede questo - aggiunge - vuol dire che c'è qualcosa di sbagliato nell'architettura dell'Eurozona. Se voi state così, allora la Grecia non ha chance".

"È ora di dire che non c'è una crisi greca, italiana o irlandese, ma una crisi sistemica che deve essere affrontata sistematicamente, cosa che l'Europa non ha fatto, ma solo finto di fare", ha concluso.

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