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Padre Maccalli e Chiacchio a Roma, saranno sentiti dai pm

09 ottobre 2020 | 09.50
LETTURA: 3 minuti

Ieri la liberazione dei due ostaggi in Mali. Il cugino di padre Maccall: "Campane in festa a Madignano per la liberazione". Aereo atterrato a Ciampino, ad attenderli il premier Conte e il ministro Di Maio

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Nella foto Pier Luigi Maccalli (Fotogramma)

Verranno ascoltati dai pm della Procura di Roma e dai carabinieri del Ros padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio, i due ostaggi liberati ieri in Mali e oggi atterrati all'aeroporto di Ciampino. Sul loro rapimento la procura di Roma aveva aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di sequestro con finalità di terrorismo. L'aereo con a bordo Maccalli e Chiacchio è atterrato alle 13,49, ad accoglierli il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi di Maio.

Padre Maccalli, religioso della Società delle Missioni Africane (Sma), originario della diocesi di Crema, era stato sequestrato la sera del 17 settembre 2018 nella missione di Bomoanga, a circa 150 chilometri dalla capitale nigerina, Niamey, mentre di Nicola Chiacchio si erano perse le tracce in Mali.

"E' un'immensa gioia. Sono molto contenta". Clementina Maccalli non trattiene la felicità per la liberazione del fratello. La donna in queste ore è in partenza con la famiglia per Roma dove nel pomeriggio è previsto il rientro del fratello. "Lo volevamo - dice Clementina Maccalli secondo quanto apprende l'Adnkronos dal Centro missionario diocesano di Crema - E ora è arrivato il momento di riabbracciarlo".

"Qui a Madignano (provincia di Cremona, ndr) abbiamo fatto festa ieri sera e anche adesso suonano le campane". Lo afferma all'Adnkronos Sergio Maccalli, cugino di padre Pierluigi Maccalli. "Speriamo di vederlo al più presto", si augura.

Padre Pierluigi Maccalli dopo due anni di prigionia "è libero di tornare a vivere nella dignità", sottolinea padre Mauro Armanino, compagno di missione di Maccalli, raggiunto a Niamey dall’Adnkronos. "Non l'abbiamo ancora sentito, ma ci basta sapere che è libero di tornare a vivere nella dignità, due anni fecondi di silenziosa presenza, come fosse una lunga gestazione per rinascere un'altra volta, dalla sabbia stavolta, e per tornare, almeno per ora dalla sua famiglia che ha troppo sofferto il silenzio", dice il missionario della Società Missioni Africane che, nel secondo anniversario del sequestro del collega di missione, gli aveva scritto una lettera aperta dicendosi certo del suo ritorno.

"Accogliamo con gioia la notizia della liberazione in Mali di padre Pierluigi #Maccalli e Nicola Chiacchio. Ringraziamo il Signore ed esprimiamo gratitudine a coloro che hanno lavorato per la liberazione, mentre continuiamo a pregare per quanti risultano scomparsi". Lo scrive la Cei sull'account ufficiale Twitter della Conferenza Episcopale Italiana.

Ad accogliere a Ciampino i due ex ostaggi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Speriamo di portare a casa stasera Padre Gigi, se è possibile", ha detto ad Aki - Adnkronos International Angelo Maccalli, uno dei fratelli di Padre Maccalli, che era stato rapito in Niger nel settembre del 2018. "Mia sorella Clementina - ha confermato - è partita con mio cognato e mio nipote per Roma". Per lei, "molto contenta", è "un'immensa gioia". "E' arrivato il momento di riabbracciarlo", ha detto, secondo quanto ha appreso l'Adnkronos dal Centro missionario diocesano di Crema.

Ieri sera - ha raccontato il fratello Angelo - dopo la notizia, con la Farnesina che ci ha chiamato e la notizia che si è iniziata a diffondere in rete, il parroco ha suonato le campane e da Madignano le campane hanno contagiato in breve tempo tutta la Diocesi, tutte le campane delle parrocchie vicine. E' stato proprio un bel momento".

"Ci siamo ritrovati in famiglia, mia sorella, gli amici, per condividere il momento, una preghiera insieme. E poi stanotte è arrivata la telefonata a mia sorella di Padre Gigi che gli comunicava che stava bene, aveva una bella voce - ha proseguito - Abbiamo avuto sensazione che sta bene, bisogna vedere tutto il recupero che deve avere. Ci ha dato sollievo".

Per Angelo Maccalli è "una gioia incontenibile", è "la nuova Pasqua, un nuovo giorno di rinascita, un nuovo inizio". "Sapere che una parte di te è liberata... Quando siamo liberati da un male ci sentiamo nella gioia - ha aggiunto - Noi siamo stati liberati, avere un fratello liberato dalle mani dei terroristi è un grande sollievo, ci ridà respiro".

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