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Lavoro: paese che vai cv che trovi, all'estero occhio alle differenze

25 settembre 2017 | 11.57
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I giovani in cerca di lavoro sempre più spesso guardano all’estero, ma per proporsi ad aziende e società di recruiting fuori dall’Italia è necessario tenere in considerazione alcuni aspetti specifici del paese in cui si desidera cercare opportunità di carriera. Page Personnel, agenzia per il lavoro parte di PageGroup specializzata nella ricerca, selezione e somministrazione di impiegati e giovani professionisti qualificati, ha condotto una ricerca su un campione di 619 selezionatori in 12 paesi europei per delineare quali siano gli elementi stilistici e le informazioni utili ad influenzare positivamente i selezionatori dei diversi paesi europei.

“Ci sono numerosi aspetti che accomunano l’interesse dei selezionatori nei diversi paesi europei - racconta Pamela Bonavita, Executive Director di Page Personnel in Italia - come l’importanza di evidenziare subito in apertura la precedente esperienza lavorativa, in particolar modo se effettuata in una importante azienda o in una mansione molto sfidante e l’utilizzo di una terminologia attinente al ruolo per cui ci si candida".

"Inoltre, nella stesura del cv, è meglio utilizzare forme impersonali considerate più professionali. La conoscenza delle lingue deve essere sostenuta da certificati riconosciuti a livello internazionale o da precedenti esperienze all’estero”, conclude Bonavita.

Ecco, quindi, le principali differenze evidenziate dalla ricerca.

-Il numero di pagine. Nei paesi del Sud Europa come Spagna, Portogallo e Italia, dove le aziende ricevono un altissimo volume di candidature per ogni opportunità di lavoro, è molto importante limitare il curriculum entro le 2 pagine. Il 98% dei consulenti Hr italiani conferma questo aspetto, seguito dal 92% degli spagnoli e dall’85% della Turchia. In completa controtendenza mercati europei come la Germania, dove solo il 27% dei recruiter richiede un cv inferiore alle due pagine. Seguono Polonia (50%) e Svizzera (53%).

-La foto. Chi intende cercare lavoro in Germania dovrebbe sapere che, nonostante le rigide leggi sulla privacy, il 100% dei selezionatori si aspetta di vedere un’immagine professionale all’interno del cv. La Polonia segue con il 79% di consulenti. Percentuali simili si trovano in Olanda, Svizzera, Spagna e Portogallo. In Italia, il 75% dei selezionatori considera la foto un elemento importante, mentre in mercati come la Francia e il Belgio la foto viene considerata extra: infatti, solo il 34% dei selezionatori belgi intervistati la identifica come indispensabile, mentre in Francia la percentuale raggiunge il 50%.

-L’esperienza all’estero è di fondamentale importanza per i selezionatori dei paesi mediterranei. L’Italia al vertice di questo trend con il 91% di selezionatori in accordo sulla tematica, seguita da Spagna all’83% e Turchia all’80%. Ciò è chiaramente correlato alla conoscenza di altre lingue, che viene comunemente convalidata nel caso di una esperienza lavorativa in un altro paese. I meno 'esterofili' sono i selezionatori belgi e dei Paesi Bassi che confermano l’importanza dell’esperienza internazionale solo nel 26% e 37% dei casi.

-Pause lavorative. Il gap lavorativo viene percepito maggiormente nei paesi con problematiche di occupazione più elevate; Italia al top della lista con il 50% di selezionatori che considera importante avere una pausa lavorativa massima di sei mesi. Segue la Spagna al 32%. L’inattività non viene invece percepita in Francia (4%) e nei Paesi Bassi (8%) dove l’attitudine culturale alla flessibilità è oramai introdotta nel mercato del lavoro.

-Interessi e motivazione personali. Se si desidera ricercare delle opportunità lavorative nei Paesi Bassi è importante sapere che il 74% dei consulenti Hr troverà rilevante leggere dettagli sugli interessi personali. Lo stesso succede in Portogallo (68%) e Germania (64%). Non è così apprezzato in Spagna e Francia, dove solo il 26% e 28% dei consulenti afferma che gli interessi personali siano importanti. Lo stesso relativamente alla motivazione personale a cambiare lavoro. Nei Paesi Bassi, il 90% classifica l'inserimento di una motivazione personale come importante, segue il Belgio con il 78%. Diametralmente opposta la situazione in Spagna dove solo 1 consulente Hr su 5 considera importante la motivazione personale su un cv. Dato probabilmente influenzato dall'elevato volume di cv ricevuti.

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