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Pakistan: 'governo riporti a casa Lo Porto', appello per cooperante rapito (2)

21 febbraio 2014 | 17.45
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Giovanni Lo Porto, da tutti chiamato Giancarlo, e' sparito nella notte di Multan, la città dei Sufi, la più antica del subcontinente asiatico, nel cuore del Punjab, a metà strada tra Lahore e Quetta. Nella sua carriera si è sempre confrontato con situazioni critiche, prima in Repubblica Centro Africana, poi ad Haiti, fino all'ultimo viaggio in Pakistan, dove guidava il progetto di ricostruzione dopo il terremoto e l'alluvione del 2010, missione finanziata da Echo, l'agenzia per gli aiuti umanitari dell'Unione Europea.

''Le ultime notizie -spiega ancora Fabrice Calabrese- si riferiscono a un video nel quale si vede l'ostaggio tedesco Bernd Muehlenbeck. Questo lascia pensare che i due rapiti possano essere separati, ma ci fa sperare sull'esistenza in vita di Giovanni. Noi crediamo che siano nelle mani dei talebani, dobbiamo riportarli a casa. Il loro destino, probabilmente, e' legato a uno scambio di ostaggi''.

''Giovanni Lo Porto -ricorda- era li' come cooperante, per aiutare la popolazione pakistana dopo le alluvioni del 2010. E' un uomo libero e altruista, vogliamo solo riabbracciarlo presto'', conclude Calabrese.

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