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Pakistan: sito, coppia di cristiani picchiata e bruciata per blasfemia

04 novembre 2014 | 14.28
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Un folla inferocita avrebbe picchiato fino alla morte una coppia di cristiani in Pakistan e avrebbe bruciato i loro corpi in una fornace per la preparazione di mattoni, dove lavoravano. Lo riferisce il sito di 'Pakistan Today', spiegando che la donna era incinta e che, insieme al marito, era accusata di aver profanato il Corano.

L'aggressione si sarebbe verificata nel Punjab, in un villaggio nei pressi di Kot Radha Kishan, circa 69 chilometri a sud-ovest di Lahore. Un parente delle vittime ha riferito al sito che i due, il 35enne Shahzad Masih e sua moglie 30enne Shama, erano originari del villaggio cristiano di Clarkabad e lavoravano alla fornace da circa tre anni.

Secondo il testimone, la donna ha trovato in casa alcuni amuleti appartenenti al suocero, che "praticava la magia nera". "Li ha bruciati - ha raccontato la fonte - e li ha gettati nella spazzatura. Uno dei proprietari della fornace ha notato gli oggetti bruciati insieme a pezzi di carta e ha affermato che si trattava di pagine del Corano".

Aperta un'inchiesta e rafforzata sicurezza in zone cristiane

"La notizia - ha continuato la fonte - si è diffusa rapidamente e questa mattina una folla di 3.000-4.000 persone ha attaccato la casa della coppia, che si trova vicino alla fornace. Quindi ha torturato i due fino alla morte e ha lanciato i cadaveri nella fornace, dove sono stati bruciati completamente".

Il parente delle due vittime ha spiegato che lui e altre famiglie cristiane che lavoravano al forno si sono immediatamente dati alla fuga, per paura che l'ira della folla colpisse anche loro. La coppia aveva tre figli ed era in attesa del quarto. Shahbaz Sharif, ministro capo della provincia del Punjab, ha annunciato di aver assegnato a una commissione di tre membri l'incarico di indagare rapidamente sull'accaduto, e di aver ordinato alla polizia di rafforzare la sicurezza nei quartieri cristiani della provincia. Fonti della polizia hanno inoltre riferito al 'Pakistan Today' che sui fatti è stata aperta un'inchiesta a carico di duemila "ignoti".

Quello della blasfemia è un tema molto sensibile in Pakistan, dove sono frequenti le sollevazioni popolari e gli atti di violenza contro chi è accusato di questo reato. Sono spesso colpiti da questa accusa membri della sparuta comunità cristiana del paese. Fa parte della comunità anche Asia Bibi, la donna condannata a morte per aver pronunciato presunte frasi blasfeme sul profeta Maometto.

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