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Palermo: Milazzo (Cisl), alla politica chiediamo un serio piano di interventi

15 aprile 2014 | 09.07
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"Lo diciamo da tempo, le percentuali sulla disoccupazione giovanile oltre il 50%, dei posti persi in cinque anni ben oltre 46 mila, della chiusura degli esercizi commerciali soprattutto quelli storici, l'aumento del ricorso alla cig e l'indebitamento delle famiglie con il conseguente calo dei consumi, sono dati di fatto della realta' palermitana che raccontano l'emergenza che ormai vive l'economia e il tessuto sociale della citta', da troppi anni. Alla politica chiediamo una presa di coscienza con un serio piano di interventi per il rilancio del futuro del capoluogo siciliano". Cosi' Mimmo Milazzo, segretario Cisl Palermo Trapani, ha commentato i dati dell'Osservatorio economico 2013 diffusi oggi dalla Camera di Commercio di Palermo. "Sono dati allarmanti che evidenziano quanto soffre il capoluogo che pur ha vocazioni di crescita in alcuni settori cruciali come il turismo e il terziario. Torniamo a chiedere dunque un vero piano rilancio dell'economia - afferma Milazzo - che parta dalla valorizzazione delle specificita' dei territori come appunto quella turistica, la realizzazione delle infrastrutture, la riduzione degli sprechi nella pubblica amministrazione con la riqualificazione della spesa, la lotta all'evasione per giungere alla riduzione della tassazione locale, la diminuzione del peso fiscale sui conti delle famiglie". "Noi siamo pronti a fare la nostra parte - conclude il segretario Cisl Palermo Trapani - cosi' come la Camera di Commercio ha annunciato con le parole del Presidente Helg, sediamoci attorno ad un tavolo tutti, sindacati, imprenditori, istituzioni locali e regionali per programmare interventi immediati per agevolare le imprese, per riavviare il settore edile con le opere pubbliche attese, per utilizzare al meglio i fondi europei, per snellire la burocrazia e favorire la nascita e la permanenza delle industrie e degli esercizi commerciali. Bisogna, infine, colmare subito quel gap infrastrutturale che ha portato in questi ultimi anni all'abbandono e al rischio di abbandono del nostro territorio, da parte dei grandi gruppi industriali" .

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