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Palermo, omicidio alla Vucciria: ucciso un uomo

31 maggio 2021 | 07.59
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La vittima aveva 26 anni. Come apprende l'Adnkronos, non aveva precedenti penali

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Fotogramma

Omicidio alla Vucciria di Palermo, storico mercato della città, dove è stato ucciso un uomo. Procede la Squadra mobile di Palermo. La vittima, come apprende l'Adnkronos, non aveva precedenti penali. La vittima si chiamava Emanuele Burgio e aveva 26 anni. E' stato ucciso a colpi di arma da fuoco in via dei Cassari. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma l'uomo è morto in ospedale.

La Squadra mobile ha sentito per tutta la notte parenti e conoscenti della vittima. E cerca dei testimoni. Si stanno controllando anche le videocamere di sorveglianza che ci sono nella zona, per verificare se sono stati registrati i momenti degli spari.

La vittima era il figlio di Filippo Burgio, che in passato è stato condannato per mafia perché considerato il 'cassiere' del clan di Porta Nuova e uomo del boss Gianni Nicchi. Filippo Burgio, in passato, era stato anche coinvolto nell'operazione dei carabinieri 'Hybris' di dieci anni fa e condannato definitivamente.

Scene di disperazione nella notte davanti al Policlinico di Palermo dove è morto il giovane. Un centinaio di persone, tra amici e conoscenti della vittima, si sono radunati nei pressi dell'ospedale per avere notizie del congiunto. Quando si è appresa la notizia della morte in molti hanno iniziato a gridare e a piangere. Qualcuno si è sentito male.

"Ho appreso con sgomento la notizia dell'omicidio, sembra a seguito di una lite, alla Vucciria. Non è la prima volta che in quella zona accadono fatti violenti. L'ultimo dei quali l'ignobile aggressione ai danni della coppia gay di Torino. Palermo può avere un grande cuore, ed è abitata da tantissima gente per bene, ma sa anche essere molto violenta. E una città con enormi sacche di povertà e delle periferie in stato di abbandono. E una città che ha bisogno di un vero e profondo cambiamento culturale, non quello superficiale sbandierato da chi amministra, e male, questa città adesso". Cosi il capogruppo della Lega al consiglio comunale Igor Gelarda commenta la sparatoria di questa notte.

"Una città che ha bisogno della presenza vera e profonda delle istituzioni, e non solo una presenza di facciata - aggiunge - La sfida culturale per cambiare Palermo è una sfida che deve raccogliere quella gran parte di cittadinanza che vuole vivere in una città normale, senza violenza, che non sia in fondo a tutte le classifiche sulla vivibilità. Ma è anche una sfida che lo Stato Italiano deve raccogliere e portare a compimento".

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