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Palermo: ragazza uccisa da pirata strada, Sclafani non aveva assunto droghe

29 maggio 2015 | 14.23
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Pietro Sclafani, l'imprenditore palermitano cinquantenne arrestato per avere travolto e ucciso il 17 maggio la giovane Tania Valguarnera in via Libertà a Palermo non aveva assunto droghe. Lo stabilisce una consulenza della Procura di Palermo depositata oggi dal pm Renza Cescon all'udienza che si è celebrata davanti al giudice Daniela Vascellaro. Una tesi questa che conferma quanto affermato fin dal primo giorno dalla difesa di Sclafani, rappresentata dall'avvocato Ninni Reina. I legali si sono rivolti a un centro di analisi specializzato che ha ripetuto le analisi del sangue dell'uomo e non sono emersi elementi che fanno presupporre la presenza di droghe. "Al primo rilievo del sangue risultò positivo", spiegano dalla Procura. Insomma, un falso positivo. Ma "dalla consulenza del pm è emerso che Sclafani non aveva fatto uso di droghe". Oggi la Procura ha chiesto quindi di togliere tra gli aggravanti l'uso di droga alla guida.

L'uomo venne arrestato poco dopo l'incidente dalla Polizia di Stato grazie alle testimonianze di alcuni colleghi della vittima. Nella prossima udienza, prevista per il 3 giugno, si sceglierà il rito del processo a carico di Sclafani, tuttora detenuto. Il giudice, all'indomani della tragedia, aveva deciso il carcere per l'uomo perché a suo carico ci sarebbero stati "gravi indizi di colpevolezza come si desume da un video e dai tabulati telefonici". Nel provvedimento di 5 pagine con cui è stato convalidato l'arresto del pirata della strada e la custodia cautelare in carcere, il giudice Vascellaro, aveva anche parlato di "pericolo di fuga da parte di Pietro Sclafani cosi come e la reiterazione del reato". L'uomo dopo aver investito la giovane Tania Valguernera "si sarebbe fermato, poco dopo, sceso dalla vettura e dopo aver preso visione dei fatti sarebbe risalito sul furgone e andato via".

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