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Papa: "La violenza sugli anziani è disumana, come quella sui bambini"

28 settembre 2014 | 10.59
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Nella giornata dedicata alla terza età, decine di migliaia di nonni e anziani in piazza San Pietro: non c'è futuro senza incontro tra le generazioni. Invitato da Bergoglio, c'era anche Ratzinger: " Io ho detto tante volte che mi piaceva tanto che lui abitasse qui in Vaticano, perché era come avere il nonno saggio a casa. Grazie!" . "La barca di Pietro è sballottata dalle onde, remiamo insieme" /VIDEO

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Papa Francesco(Foto Infophoto) - INFOPHOTO

"La violenza sugli anziani è disumana, come quella sui bambini" e "non c'è futuro senza incontro tra le generazioni". Così papa Francesco che oggi ha presieduto in piazza San Pietro la messa per anziani e nonni, provenienti da ogni parte del mondo. In decine di migliaia hanno infatti partecipato alla giornata dedicata alla terza età, promossa dal Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Presente anche il Papa emerito Benedetto XVI. "Vi ringrazio di essere venuti così numerosi! - ha esordito Francesco - E grazie della festosa accoglienza: oggi è la vostra festa, la nostra festa! Ringrazio specialmente la presenza del Papa emerito Benedetto XVI. Io ho detto tante volte che mi piaceva tanto che lui abitasse qui in Vaticano, perché era come avere il nonno saggio a casa. Grazie!".

Il Pontefice, commentando il Vangelo del giorno, mette in guardia le giovani generazioni che, "per complesse ragioni storiche e culturali, talvolta vivono in modo più forte il bisogno di rendersi autonomi dai genitori, quasi di 'liberarsi' del retaggio della generazione precedente. E' come un momento di adolescenza ribelle". Attenzione, però, è l'avvertimento del Pontefice: "Se poi non viene recuperato l'incontro, se non si ritrova un equilibrio nuovo, fecondo tra le generazioni, quello che ne deriva è un grave impoverimento per il popolo, e la libertà che predomina nella società è una libertà falsa, che quasi sempre si trasforma in autoritarismo".

"Il Vangelo che abbiamo ascoltato, oggi lo accogliamo come Vangelo dell'incontro tra i giovani e gli anziani: un incontro pieno di gioia, pieno di fede e pieno di speranza", evidenzia Bergoglio aggiungendo: "Non c'è futuro per il popolo senza questo incontro tra le generazioni, senza che i figli ricevano con riconoscenza il testimone della vita dalle mani dei genitori". "I giovani danno la forza per far camminare il popolo e gli anziani irrobustiscono questa forza con la memoria e la saggezza popolare", ha sottolineato.

Poi papa Francesco chiede che le case di riposo non siano delle prigioni e siano per gli anziani "non per gli interessi di qualcun altro". A questo proposito, ha ringraziato "specialmente la presenza del papa emerito Benedetto XVI. Io ho detto tante volte che mi piaceva tanto che lui abitasse qui in Vaticano, perché era come avere il nonno saggio a casa. Grazie!".

Ad aprire l'incontro mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che ha definito Benedetto XVI "primo nonno tra tutti i nonni".

Quindi le testimonianze, in particolare quella di Mubarak, profugo dal Kurdistan iracheno, in piazza con la moglie Aneesa: sposati da 51 anni, hanno dieci figli e 12 nipoti. "Ho ascoltato - ha detto il Papa - le testimonianze di alcuni di voi, che presentano esperienze comuni a tanti anziani e nonni. Ma una era diversa: quella dei fratelli venuti da Kara Qosh, scappati da una violenta persecuzione. A loro tutti insieme diciamo un 'grazie' speciale!. E' molto bello che siate venuti qui oggi: è un dono per la Chiesa. E noi vi offriamo la nostra vicinanza, la nostra preghiera e l'aiuto concreto. La violenza sugli anziani è disumana, come quella sui bambini. Ma Dio non vi abbandona, è con voi! Con il suo aiuto voi siete e continuerete ad essere memoria per il vostro popolo; e anche per noi, per la grande famiglia della Chiesa. Grazie!".

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