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Papa: "Embrioni umani non sono materiale di scarto"

28 gennaio 2016 | 13.27
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Papa Francesco (Afp) - AFP

"Contrastare la cultura dello scarto, che ha tante espressioni, tra cui il trattare gli embrioni umani come materiale scartabile". Papa Francesco la definisce come "la sfida", ricevendo nella sala del Concistoro in Vaticano i membri del Comitato nazionale per la Bioetica, guidato dal presidente Francesco Paolo Casavola.

"E' noto a tutti - tiene a specificare - quanto la Chiesa sia sensibile alle tematiche etiche, ma forse non a tutti è altrettanto chiaro che la Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato in questo campo". Sottolinea infatti il Pontefice che "la Chiesa è soddisfatta quando la coscienza civile, ai vari livelli, è in grado di riflettere, di discernere e di operare sulla base della libera e aperta razionalità e dei valori costitutivi della persona e della società. Infatti, proprio questa responsabile maturità civile è il segno che la semina del Vangelo, questa sì affidata alla Chiesa, ha portato frutto riuscendo a promuovere la ricerca del vero e del bene nelle complesse questioni umane ed etiche".

Per il Papa, "si tratta in sostanza di servire tutti gli uomini e le donne, con particolare attenzione e cura per i soggetti più deboli e svantaggiati, che stentano a far sentire la loro voce oppure non possono ancora o non possono più farla sentire. Su questo terreno -esorta- la comunità ecclesiale e quella civile si incontrano e sono chiamate a collaborare, secondo le rispettive e distinte competenze".

"Le applicazioni biotecnologiche in campo medico - sottolinea - non possono mai essere utilizzate in modo lesivo della dignità umana e nemmeno devono essere guidate unicamente da scopi industriali e commerciali". Il Pontefice esprime "l'apprezzamento della Chiesa per il fatto che da ormai oltre venticinque anni si è istituito in Italia, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato nazionale per la bioetica" che, ricorda, "ha più volte trattato il rispetto per l'integrità dell'essere umano e la tutela della salute dal concepimento fino alla morte naturale, considerando la persona nella sua singolarità, sempre come fine e mai semplicemente come mezzo: tale principio etico è fondamentale, anche per quanto concerne le applicazioni biotecnologiche in campo medico".

Infatti osserva il Papa, "la bioetica è nata per confrontare, attraverso uno sforzo critico, le ragioni e le condizioni richieste dalla dignità della persona umana con gli sviluppi delle scienze e delle tecnologie biologiche e mediche che, nel loro ritmo accelerato, rischiano di smarrire ogni riferimento che non sia l'utilità e il profitto, tanto più in un contesto segnato dal relativismo e poco fiducioso nelle capacità della ragione umana".

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