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Papa Francesco ai ragazzi: ''Non facciamoci rubare l'amore per la scuola''

10 maggio 2014 | 21.23
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Roma, 10 mag. (Adnkronos/Ign) - E' il giorno della scuola italiana a San Pietro. Studenti con le loro famiglie, docenti, educatori si sono ritrovati in una piazza gremitissima in attesa di Papa Francesco, che è arrivato a bordo della jeep, facendo il suo consueto bagno di folla, ed è stato acclamato.

Oltre 300mila persone hanno riempito quella che per l'occasione si è trasformata in una sorta di grande aula, e le zone limitrofi. Una folla oceanica che ha visto bambini di tutte le età con i loro genitori, tanti anche gli insegnanti.

Per l'incontro del Papa con il mondo della scuola erano attese 200mila presenze. Superato anche il numero dei pullman previsti nella Capitale, che hanno raggiunto quota 2000.

Moltissimi gli striscioni, unico il messaggio: 'basta steccati' tra scuola pubblica e paritaria. A Piazza San Pietro è suonata anche la campanella. C'era pure la lavagna dove un gruppo di scolaretti, con tanto di grembiulino, ha messo la scritta 'Viva la scuola'. Papa Francesco ha sorriso divertito.

In piazza anche Jury Chechi, Max Giusti, Giulio Scarpati, Veronica Pivetti, e tanti altri artisti che hanno fatto rivivere i loro ricordi sui banchi di scuola.

L'APPELLO DEL PAPA - Una manifestazione che ''non è un lamento'', ''è una festa'', dice Bergoglio, indicando anche quale deve essere la 'missione' della scuola, aperta alla realtà, luogo di incontro e mai contrapposta alla famiglia. Non nasconde che "ci sono problemi e cose che non vanno" ma ciò che importa, è la sua esortazione, è non lasciarci "rubare l'amore per la scuola".

"Amo la scuola - spiega - perché è sinonimo di apertura alla realtà. Almeno così dovrebbe essere! Non sempre lo è e allora vuol dire che bisogna cambiare un po' l'impostazione. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni".

Il Papa cita come esempio don Lorenzo Milani "un grande educatore italiano", ricordando che gli insegnanti "devono rimanere aperti alla realtà, con la mente sempre aperta a imparare".

La scuola, poi, dice il Pontefice, deve essere "luogo di incontro. E questo è fondamentale nell'età della crescita, come complemento alla famiglia. La famiglia - sottolinea - è il primo nucleo di relazioni ma a scuola noi 'socializziamo': incontriamo persone diverse da noi, diverse per età, per cultura, per origine... La scuola è la prima società che integra la famiglia". Da qui il monito: "Famiglia e scuola non vanno mai contrapposte. Sono complementari e dunque è importante che collaborino, nel rispetto reciproco".

Terzo aspetto importante per la scuola è che "ci educa al vero, al bene, al bello. L'educazione - aggiunge Francesco - non può essere neutra. O fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla. La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, del bene e del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti ingredienti. Ecco perché ci sono tante discipline. Perché lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l'intelligenza, la coscienza, l'affettività, il corpo".

Papa Francesco rende anche omaggio alla sua maestra. "Mi ha insegnato ad amare la scuola e io non l'ho mai dimenticata'' dice Bergoglio. "Mi ha preso per mano a sei anni - ricorda - e io non l'ho mai dimenticata. E sono andato a trovarla finché ha vissuto. Mi ha insegnato ad amare la scuola".

Bergoglio si cala anche, per così dire, nei panni del maestro. "Se studio Piazza San Pietro - spiega - apprendo cose di architettura, di storia, di religione, di astronomia - l'obelisco richiama il sole, ma pochi sanno che questa piazza è anche una grande meridiana".

A Piazza San Pietro si recita tutti insieme la preghiera dello studente. "Fa che io impegni questi anni per acquisire valide competenze in modo che nessun mio talento resti sepolto nella pigrizia - dice la preghiera a San Giuseppe da Copertino - ma diventi dono per gli altri".

CARD. BAGNASCO - La riflessione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, parte da un punto fermo: la scuola come tassello decisivo nella costruzione della città dell'uomo. Premette Bagnasco: "Sappiamo, per esperienza diretta e - anche per quanto alunni, docenti e genitori possono testimoniare - che i problemi della scuola sono grandi e strutturali. Talvolta si fatica a riaccendere la speranza di poter educare! Non vogliamo negare le difficoltà. Ciononostante, siamo qui in tanti e da ogni città, perché sentiamo che della scuola non può fare a meno una società che abbia voglia di riprendere in mano la direzione di marcia".

MINISTRO GIANNINI - Scuola e famiglia devono essere due istituzioni capaci di andare avanti fianco al fianco, senza contrapposizioni, è il messaggio lanciato da Piazza San Pietro dal ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. "La scuola - dice il ministro - sia sempre al fianco della famiglia". Quindi l'appello ai tanti alunni in piazza: "Siate esigenti e intransigenti, scommettete su quello che farete".

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