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Papa Francesco andrà in Sud Corea. Ad agosto il viaggio apostolico

10 marzo 2014 | 19.26
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Città del Vaticano, 10 mar. (Adnkronos/Ign) - Papa Francesco andrà in Sud Corea. Accogliendo l'invito del presidente sudcoreano Park Geun-Hye e dei vescovi locali, Jorge Mario Bergoglio compirà un viaggio apostolico nella Repubblica di Corea dal 14 al 18 agosto, in occasione della celebrazione della 'Giornata della gioventù asiatica', giunta alla sua sesta edizione e che si svolgerà nella diocesi coreana di Daejeon. A riferirlo è Padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano.

''Si conferma che l'Asia è una priorità per Papa Francesco'', osserva Padre Lombardi, ricordando che nel viaggio di ritorno da Rio de Janeiro Bergoglio aveva anticipato che l'Asia era uno dei continenti da visitare in quanto Benedetto XVI non aveva fatto in tempo a recarvisi. Il programma del viaggio apostolico del Papa in Sud Corea, nel corso del quale vi sarà anche la beatificazione dei martiri coreani, prevede anche una visita nella capitale Seul.

ESERCIZI SPIRITUALI - Francesco è giunto domenica pomeriggio ad Ariccia per iniziare una settimana di esercizi spirituali. Fino al rientro in Vaticano, previsto nella tarda mattinata di venerdì, sono state sospese tutte le udienze, compresa quella generale del mercoledì che si tiene tradizionalmente in piazza San Pietro.

"FUGGIRE FARISEISMO E STOICISMO". "Fuggire il fariseismo, secondo cui dal peccato ci alziamo da soli; e fuggire la prassi dell'ascesi tratta dallo stoicismo, per cui 'bisogna fare questo e io farò questo'. Il Signore arriva attraverso altre vie" afferma monsignor Angelo De Donatis, parroco della chiesa di San Marco evangelista al Campidoglio, al quale sono affidate le meditazioni negli Esercizi Spirituali nella residenza paolina del 'Divin Maestro'. "Entrambi questi atteggiamenti non rappresentano la strada giusta - sottolinea monsignor De Donatis, come riferisce Radio Vaticana - È necessario dunque purificare il nostro animo dalle false immagini di Dio per poter iniziare un vero cammino di vita autentica". Riferendosi poi al brano evangelico della tempesta sedata, il predicatore osserva che "il mondo, anziché riconoscere la presenza e l'opera di Dio, se ne spaventa: questo avviene quando nei cuori non abita più Cristo, ma una religione sterile, quella di un Dio tremendo, orribile, che non usa misericordia".

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