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Papa: il canonista, e' la prima volta che un Pontefice scomunica i mafiosi

21 giugno 2014 | 18.22
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"I mafiosi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati". Sono le parole che papa Francesco ha pronunciato nel corso della messa celebrata nella Piana di Sibari, in Calabria. "E' la prima volta che un Pontefice parla così esplicitamente di scomunica ai mafosi", annota all'Adnkronos don Davide Scito, docente di Diritto Canonico all'Università Pontificia della Santa Croce. Lo scorso 21 marzo Bergoglio, incontrando i parenti delle vittime di mafia insieme a don Luigi Ciotti, aveva invitato i mafiosi a convertirsi "convertitevi o per voi sarà l'inferno', ma di scomunica ne ha parlato esplicitamente solo oggi.

Sulla questione c'è stato anche un documento della Cei - era il 2010 - che riguardava la scomunica ai mafiosi. Rimase una proposta. Ora papa Francesco non ha usato mezzi termini e ha parlato esplcitamente di "scomunica" per i mafiosi. "Al di là di quello che dice il codice di diritto canonico per cui se c'è una proibizione giuridica - spiega il canonista - sei escluso dalla comunione, penso che il Papa, con queste parole fortissime e senza precedeti, abbia voluto denunciare e richiamare la gravità del comportamento di tanti malavitosi che si spacciano per cattolici devoti. Francesco vuole dire che questa gente deve essere esclusa dalla comunione con Dio. E lo ha detto con parole definitive e inequivocabili".

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