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Parigi, attacca commissariato al grido di "Allah Akbar": ucciso dagli agenti

07 gennaio 2016 | 12.49
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Indossava finta cintura esplosiva e simbolo dello Stato Islamico

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Assalto al commissariato di polizia a Parigi, l'aggressore ucciso dagli agenti (AFP) - (AFP)

Tenta di fare irruzione nel commissariato di Goutte-d'Or, a Parigi, indossando una cintura esplosiva, rivelatasi poi finta. E' l'azione compiuta da un marocchino di 20 anni, nato a Casablanca, ucciso dai poliziotti durante il tentato assalto. Secondo quanto riferito da Luc Poignant del sindacato di polizia, l'uomo ha preso di mira gli agenti di guardia gridando "Allah Akbar". Armato di pugnale, ha colpito i poliziotti, ferendo uno di loro.

Attaccato al corpo con il nastro adesivo aveva un marsupio dal quale usciva un filo ma "il dispositivo non conteneva esplosivo", scrive 'Le Figaro' citando fonti giudiziarie. Il 20enne sarebbe stato legato ad un furto nel sud della Francia nel 2013, riferiscono i media francesi; tuttavia l'identità del giovane marocchino ancora non è stata confermata dalla polizia.

L'aggressione è avvenuta nell'anniversario dell'attentato del 7 gennaio scorso a Parigi contro la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo. Il quartiere di Barbès è stato chiuso e due scuole della zona sono state messe sotto protezione.

L'assalitore voleva vendicare i morti in Siria - E' quanto si evince dalla rivendicazione trovata addosso al giovane dopo che gli agenti lo hanno colpito, riporta 'Le Parisien'. Sul foglio - dove compare una bandiera dell'organizzazione jihadista Stato Islamico - si parla di "atti per vendicare i morti in Siria".

"La persona che ha proceduto a questa aggressione e che è stata uccisa dopo che i poliziotti sono stati costretti ad aprire il fuoco viene attualmente identificata - ha reso noto nel pomeriggio il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve - sarà conseguentemente possibile nelle prossime ore saperne di più sul suo percorso e sulle sue motivazioni".

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