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Parigi, "aveva sentito delle voci": il racconto della moglie

04 ottobre 2019 | 10.39
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La donna ha riferito agli inquirenti che la notte prima dell'attacco aveva detto cose incoerenti e aveva avuto un brusco risveglio

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(Foto Afp) - AFP

La moglie dell'aggressore della prefettura di Parigi ha detto agli inquirenti che l'uomo la notte prima dell'attacco aveva sentito delle voci, aveva detto cose incoerenti e aveva avuto un brusco risveglio. Ascoltata dagli investigatori la donna ha parlato di "una crisi di demenza" relativamente alla notte di ieri.

Lo scrive Bfmtv, parlando di un movente ancora poco chiaro per l'attacco che ha causato 4 morti: la perquisizione nell'abitazione dell'uomo non ha prodotto risultati particolarmente utili, secondo quanto ricostruisce l'emittente, ed inoltre l'aggressore, stando ad una fonte del sindacato Alliance, era considerato un impiegato modello, ed era molto apprezzato dai suoi colleghi.

"Conosciuto nel suo reparto", "non aveva mai presentato disturbi del comportamento", "né destato il minimo allarme", aveva dichiarato ieri il ministro dell'Interno Christophe Castaner. Pur essendo stimato dai suoi colleghi, Michel Harpon - secondo informazioni ottenute da Bfm - viveva una situazione difficile sul lavoro perché non vedeva realizzata la sua aspirazione ad essere promosso ad un incarico di progettista di rete e da mesi - essendo ipoudente - chiedeva per poter superare le sue difficoltà di essere aiutato da un interprete della lingua dei segni.

Circa 18 mesi fa, Harpon si era convertito all'Islam ma al momento non si sa se esista il minimo legame tra la sua conversione e la sua entrata in azione. Durante la perquisizione della sua abitazione sono stati sequestrati computer e telefoni. Vengono analizzati e potrebbero offrire nuove piste agli inquirenti ma attualmente nulla avvalora la tesi di una radicalizzazione. Ieri diverse persone sono state fermate, tra loro il fratello dell'aggressore.

Secondo un testimone l'aggressore aveva gridato 'Allah Akbar' la notte prima dell'attacco, riferisce Le Figaro citando il racconto di un vicino di Mickael Harpon, poliziotto a sua volta, residente nello stesso edificio a Gonesse, nel Val-d'Oise. L'agente sarebbe stato svegliato dalle urla dell'uomo che verso le 3 o le 4 del mattino avrebbe urlato più di una volta 'Allah Akbar'.

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