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Parigi, gaffe e polemiche: il blue monday grillino

22 gennaio 2019 | 12.03
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(Afp)

Un lunedì da dimenticare. Il 'blue monday' sembra proprio aver colpito duro in casa Cinquestelle, regalando al Movimento e ai suoi vertici il loro giorno più triste. Tra casi diplomatici con Parigi, gaffe e post in odore di antisemitismo, l'infinita giornata nera pentastellata si è conclusa con un altrettanto infinito strascico di polemiche.
Ad aprire le danze del lunedì blu M5S, la convocazione dell'ambasciatrice italiana a Parigi da parte del ministero degli Esteri francese. Motivo del richiamo, le parole del ministro e vicepremier Luigi Di Maio sulla 'moneta coloniale' che la Francia continuerebbe "a imporre alle sue ex colonie". Concetto del resto ribadito in tv da Alessandro Di Battista che, ospite a 'Che tempo che fa', ha strappato in diretta un fac-simile di una banconota da 10mila franchi CFA. Frasi "inaccetabili e senza motivo" per la Francia, che ha così deciso di convocare l'ambasciatrice Teresa Castaldo.

Ed è stato blue monday anche per il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Commentando su Twitter il salvataggio di un centinaio di migranti al largo della Libia, Danilo Toninelli scivola su una nuova gaffe, sbagliando in un solo tweet modello, nome e bandiera del cargo intervenuto per il soccorso. Un cargo, appunto, non la "nave Sierra Leone", che in realtà si chiama 'Lady Sharm' e che della Sierra Leone non ha il nome ma la bandiera. Ma Toninelli non è di certo l'unico a sbagliare. A finire nel mirino della tristezza anche il ministero dell'Istruzione, colpevole di uno scambio di persona. In un nota firmata il 18 gennaio scorso dal ministro Marco Bussetti per la 'XXVIII Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica' - ma diventata virale solo ieri -, il titolare del MIUR confonde infatti il precursore della moderna genetica Gregor Johann Mendel con il chimico Dmitrij Ivanovič Mendeleev, inventore della tavola periodica degli elementi. Una gaffe resa involontariamente ironica dal titolo del capitoletto dedicato: "La tavola degli elementi di Mendel, questa sconosciuta". Esattamente.

Nel lunedì di passione grillino, ecco poi scoppiare il 'caso D'Arrando'. Secondo il Corriere della Sera, infatti, la deputata piemontese del M5S Celeste D'Arrando avrebbe ricevuto una diffida dall'Agenzia della casa di Torino. Il motivo? A fronte di un reddito quasi raddoppiato con l'elezione in Parlamento il 4 marzo scorso, l'onorevole continuerebbe a vivere in una casa popolare pagando lo stesso canone d'affitto, non avendo mai comunicato la variazione del reddito.
Il blue monday non risparmia neanche i consiglieri municipali M5S. E' infatti un caso il post - poi rimosso - di Angelica Ardovino, consigliera romana del Movimento nel XIII municipio di Roma. Commentando su Facebook la situazione dei terremotati abruzzesi - "lasciati nelle tendopoli" dal "buffone" Silvio Berlusconi - la consigliera, invitando gli elettori abruzzesi a votare per la candidata cinquestelle alla Regione per rimediare "alla cantonata presa", conclude il post con un poco diplomatico "altrimenti... Buone baracche sotto la neve a tutti!". E scatta la bufera.

Tutto finito? Nemmeno per sogno. Chiudere nel peggiore dei modi il 'lunedì triste' del Movimento spetta infatti al senatore M5S Elio Lannutti, protagonista ieri di una durissima polemica per aver rilanciato sui social - e in seguito rimosso - un articolo dal contenuto antisemita dedicato, fra le altre cose, agli ormai tristemente famosi 'Protocolli dei Savi di Sion'. Falso conclamato da decenni, opera di propaganda della Russia zarista per incrementare l'odio contro gli ebrei e utilizzata anche dalla propaganda nazista per i medesimi scopi, i 'Protocolli' costano a Lannutti decine e decine di richieste di dimissioni, oltre che un richiamo dal leader pentastellato Di Maio, che a nome del Movimento ha preso le distanze dal post del suo senatore. "Condividere un link non significa condividere i contenuti, da cui comunque prendo le distanze", si è difeso Lannutti. Troppo poco per politica e web, che ne chiedono anche oggi a gran voce, in un tuesday come tanti, l'allontanamento dal Senato.

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