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Danza: Pendleton, nè Clinton nè Trump ma l'arte può cambiare il mondo

16 ottobre 2017 | 18.18
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I Momix, diretti da Moses Pendleton, apriranno domani la tournée italiana al Teatro Olimpico di Roma

''Non ho votato né per Hillary Clinton, né per Donald Trump, ma per Watson, il supercomputer di Ibm!'' E' quanto ha dichiarato Moses Pendleton, creatore e fondatore dei Momix, una delle compagnie più longeve della danza internazionale, che debuttano domani a Roma al Teatro Olimpico, per la stagione dell'Accademia Filarmonica Romana, con lo spettacolo 'W Momix Forever' in cartellone sino al 5 novembre.

''Il mio Paese vuol essere determinato, deciso nelle risoluzioni da prendere. Ma purtroppo, ad oggi, non sappiamo chi stia governando realmente gli Stati Uniti. C'è una frattura in America. Solo una minoranza segue l'attuale presidente, ma non esiste una forte maggioranza capace di rendere più democratico il Paese. Insomma regna una grande confusione''.

Ed ha ancora aggiunto Moses Pendleton nel corso dell'incontro con la stampa: ''Ma il caos non regna solo negli Stati Uniti, ma anche in Cina, in Norvegia, in Italia. Eppure è strano... Quando ci sono fronde, 'movimenti contro' c'è al contempo una strana esplosione di vitalismo artistico. Perché l'arte, in fondo, è fuga dalla realtà. E' quello che è accaduto con la guerra in Vietnam - ha ricordato- Le nostre proteste, le nostre marce, l'occupazione delle università. Ci chiamavano comunisti, ma nacquero i 'Pilobulus''.

'Mi piacerebbe collaborare per i miei spettacoli con un compositore, come avviene nel cinema

Lo spettacolo romano consacra i 35 anni di attività della compagnia con un collage delle creazioni storiche accanto a nuovi spettacoli che Moses Pendleton, dal 2012 Accademico della Filarmonica Romana (unico coreografo ad essere insignito di tale riconoscimento) ha creato per il tour italiano. In programma 'Daddy Long Leg', 'Light Reigns', 'Paper Trails' accanto a brani estrapolati dal ricco repertorio di 'SunFlowerMoon', 'Bothanica', 'Alchemy', 'Passion, 'Baseball', 'Opus Cactus'.

Ed ha poi ancora confessato Moses Pendleton: ''Sono felice di essere in Italia, sono felice di essere a Roma. Il pubblico che ogni sera affolla i miei spettacoli è per me qualcosa di importante, di stimolante. Come una scossa elettrica benefica, di cui abbiamo bisogno. Un mio sogno? Poter collaborare per i mei spettacoli con compositori, come avviene nel cinema. Del resto il grande Balanchine, quando gli chiedevano di parlare dei balletti che avrebbe realizzato, rispondeva semplicemente, 'Non lo so, non posso rispondere. Non ho ancora scelto la musica'''.

''Collaborare con i Premi Oscar Piovani e Morricone? - ha aggiunto Pendleton - So che una delle nipoti di Morricone suona il clavicembalo'' E sul dissidio vecchio-nuovo, antico e moderno, ha poi puntualizzato il fondatore dei Momix: ''Non esistono spettacoli datati o nuove creazioni perché sono i danzatori che rendono 'attuali' una pièce con la loro straordinaria tensione, la loro giovanile energia. Come nel caso di Seah Hagan. Ha solo 18 anni, ma è meravigliosa''. Dopo Roma, i Momix saranno a San Donà di Piave (7-9 novembre), Rovigo (11 e 12), Genova (14-19) e Bologna (23 -26).

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