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Paura per Boko Haram e al Shabaab, la passione per il calcio nel mirino degli integralisti ( )

17 giugno 2014 | 17.07
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Miliziani di Boko Haram

Dopo le minacce che nei giorni scorsi hanno spinto le autorità nigeriane a vietare le riunioni di tifosi davanti agli schermi tv, possibile obiettivo dei jihadisti di Boko Haram, anche i miliziani al Shabaab approfittano del Mondiale brasiliano per seminare vittime. I due recenti attacchi del gruppo terrorista somalo nella città costiera di Mpeketoni, in Kenya, dove sono morte circa 60 persone, erano indirizzati contro residenti e turisti che stavano assistendo alle partite di Brasile 2014.

Momenti di aggregazione collettiva che diventano un bersaglio facile ed appetibile per i miliziani di al Shabaab che, come in occasione dell’assalto al centro commerciale di Nairobi nel 2013, intendono ‘punire’ il Kenya per il suo intervento armato in Somalia. La violenza contro gli appassionati e i tifosi riuniti davanti agli schermi tv ha peraltro un precedente nella strategia jihadista di al Shabaab.

Fu infatti l’11 luglio del 2010, durante la finale dei Mondiali sudafricani, che i terroristi somali compirono la loro prima azione fuori dai confini della Somalia, con una serie di attentati suicidi a Kampala, in Uganda. Bersaglio degli attentatori furono proprio gli spettatori radunatisi davanti agli schermi tv allestiti per la partita. Gli attacchi, una vendetta per l’intervento ugandese in Somalia, provocarono 74 morti e 70 feriti.

I tifosi di calcio sono da tempo un bersaglio anche per Boko Haram, al punto che le autorità sono state costrette ad ordinare la chiusura dei cosiddetti ‘viewing centres’, per il timore di attacchi contro le folle radunate davanti ai megaschermi tv in occasione delle partite della nazionale di casa. Attacchi di questo tipo erano già avvenuti in Nigeria, a maggio, ad aprile e all’inizio di giugno, sempre per mano di Boko Haram, provocando decine di vittime.

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