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Pd, Delrio: "Mi faccio da parte per una donna alla guida dei deputati"

23 marzo 2021 | 10.28
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"La sfida di Letta per la parità di genere è la mia sfida". Marcucci scrive al segretario: "Decidiamo insieme, ma rigettiamo imposizioni"

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(Fotogramma)

"Io sono il primo a farmi da parte. Decideremo insieme modi e tempi". Così, a quanto si apprende, Graziano Delrio all'assemblea dei deputati del Pd. "Letta ha lanciato alcune sfide al Pd. Ci ha chiesto di sostenere la sfida della parità di genere. Io sono d'accordo. Dobbiamo aiutare il segretario nel suo lavoro", ha spiegato il capogruppo, che ha aggiunto: "Sono disponibilissimo ad accompagnare, a fare questo lavoro di istruttoria e di aiuto alla soluzione, per una competizione sana".

Poi, in un post su Facebook: "La sfida di Enrico Letta e del Partito Democratico per la parità di genere è la mia sfida. Per questo mi faccio da parte per una soluzione che porti una donna alla guida dei Deputati PD. Decideremo insieme per il bene di una grande comunità politica".

Pochi giorni per "trovare una soluzione". Enrico Letta ha dato le coordinate, nel suo intervento al gruppo Pd della Camera, per realizzare l'auspicato cambio di guida e di genere. "Non possiamo accettare di avere tutti uomini ai nostri vertici", ha detto. Il segretario ha ringraziato più volte Delrio, al quale ha anche chiesto di "guidare" il percorso per la successione nelle mani di una donna.

"Ringrazio di cuore Graziano. Per come sta gestendo questo passaggio dimostra che siamo un grande partito - le parole di Letta all'assemblea - Il mio ringraziamento a Graziano non è formale, ma sostanziale. Un dirigente politico si comporta così nel bene della comunità".

Giovedì ci sarà il seguito dell'assemblea, ma non si tratta ancora di una convocazione del Gruppo come seggio elettorale: oggi hanno parlato solo 4 dei 22 iscritti al dibattito. Sarà presente ancora Letta. L'obiettivo, però, è quello di non andare oltre la prossima settimana per trovare "una soluzione ampia, unitaria e rapida", si sottolinea al gruppo dem. Il segretario, nel suo intervento, ha parlato sia dell'opzione di un nome "condiviso" che dell'ipotesi di candidature contrapposte. Formalmente, per le candidature serve un numero di firme dei deputati.

La questione, però, resta legata con il capogruppo del Senato. I nomi in corsa a Montecitorio restano sempre gli stessi (Serracchiani, Rotta, De Micheli, Madia). Già ieri, però, era stato posto il problema di chi guida una commissione, che dovrebbe dimettersi con il rischio che il Pd perda una posizione. Ma sarà fondamentale capire chi guiderà il gruppo di palazzo Madama: se resterà a una esponente di Base riformista (Malpezzi o Bini, tra le altre) a Montecitorio certo non sarà così. A poche ore dalla riunione del Senato, nessuno fa previsioni: "Ma ora, dopo il gesto di Delrio per Marcucci si fa davvero dura", sottolineano fonti parlamentari.

Andrea Marcucci ha scritto una lettera a Letta. "Si dice che chi ha il compito di prendere delle decisioni si senta spesso solo. Io devo essere un uomo particolarmente fortunato, perché in questi tre anni ne ho prese tante ma non mi sono mai sentito solo, non l’ho mai fatto da solo. E anche questa scelta, che tu ci chiedi, la faremo come le altre, tutti insieme, rivendicando la nostra autonomia, rispettando le regole ed accogliendo tutti i consigli ma rigettando anche le imposizioni strumentali” scrive il capogruppo Pd a palazzo Madama.

"Voglio dire, caro segretario, che in questo gruppo parlamentare crediamo che la questione dell'alternanza di genere sia fondamentale per il nostro partito. Crediamo anche che oltre gli atti simbolici, che pur a volte sono necessari, serva allargare il campo alle prossime elezioni amministrative, si vota in 8 importanti città, ai tanti luoghi dove un Pd declinato troppo al maschile esercita funzioni di governo, e non ultimo nelle cariche apicali del partito, dove per troppi anni le donne non sono state protagoniste" sottolinea Marcucci.

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