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Pd: la doppia mossa di Letta, stop unanimità in Ue e spostare al 2027 termine Pnrr

17 marzo 2022 | 14.07
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Segretario dem: "Serve Convenzione per cambiare regole europee, con attuali non regge più". E sul Piano la richiesta dello slittamento di un anno: "Il quadro è cambiato con la crisi, dare tempo per ritarare i progetti per richiedere fondi".

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"When in trouble go big". Uscire più forti da una crisi. E' questo lo spirito con cui Enrico Letta lancia una doppia proposta che si muove sul piano europeo e nazionale. La prima è la sollecitazione ai leader del Pse a guidare un'azione per cambiare le regole in Ue e superare il meccanismo del voto all'unanimità. La seconda è uno stimolo, una sollecitazione che il Pd rivolge al governo e da porre a livello europeo: lo slittamento di un anno, al 2027, il termine del Pnrr. Il quadro è cambiato per via della crisi e serve tempo "per rimodulare i progetti per presentare i bandi", è il ragionamento del segretario Pd.

La tragedia della guerra in Ucraina, come e più della pandemia, può diventare l'occasione per rafforzare l'Europa. Questa l'indicazione di Letta che ieri si è confrontato con i leader dei Socialisti e democratici europei in summit straordinario convocato su Zoom per discutere della risposta europea alla guerra. In quella sede, il segretario del Pd ha delineato tre piani azioni: quello operativo per l'accoglienza dei profughi, quello politico nella "battaglia contro le destre che hanno ancora legami molto solidi, anche di carattere personale, con la Russia e con Putin".

Ed infine l'ultimo, e più sentito, piano di azione tutto dedicato all'Europa: Unione dell'Energia e della Difesa e un cambiamento radicale delle regole europee a livello istituzionale. Lo spiega Letta via twitter così: "Con le sue regole attuali (unanimità e veti nazionali) Ue non regge le nuove sfide nei campi della politica estera, dell’energia, del sociale. Per evitare un'Europa inefficace e lenta ci vuole una #Convenzione Europea che cambi le regole e tolga l’unanimità. È ora il #momentum per farlo". E Letta ha sollecitato ieri i leader del Pse a farsi promotori di questa Convenzione per la modifica dei Trattati, riscuotendo consensi.

energia punto cardine Pnrr ma tutto cambiato visto l'aumento dei prezzi

L'altra proposta di Letta riguarda invece il Pnrr: spostare di un anno, al 2027, il termine per fare in modo che si possano ritarare i progetti per richiedere fondi visto che con la crisi il quadro è del tutto cambiato. "Lancio una proposta di buon senso, che a livello europeo è il momento di porre. Cioè spostare di un anno l'esercizio di bilancio europeo e nazionale del Pnrr, al 2027", ha detto a L'Arena il segretario del Pd che domani sarà proprio a Verona a sostegno del candidato del centrosinistra alle comunali, Damiano Tommasi.

"Ricordo -spiega il segretario dem- che il Pnrr nasce nel 2020 con il Next Generation Eu, ma la gestione del Piano va dal 2021 al 2026. Ora, il 2021 è stato dedicato all'elaborazione di progetti e l'esercizio di bilancio legato ai fondi strutturali del Pnrr terminerebbe nel 2027. In sostanza, dunque, slittando di un anno la gestione del Piano, si darebbe tempo al nostro Paese di rimodulare i progetti per presentare i bandi". Insomma, il tutto per calibrare meglio il Piano.

Letta porta l'esempio del caro energia per sottolineare quanto siano cambiate le cose e quindi sia necessario ritarare i progetti. "Faccio l'esempio dell'energia, uno dei punti cardine del Pnrr. È chiaro che il quadro attuale non è lo stesso di appena un mese fa, visti i prezzi aumentati di molto. Ecco perché serve tempo per ritarare i progetti e le richieste di finanziamenti".

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