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Pd lancia la sfida sulla scuola, Renzi: ''Dopo questa riforma, tocca alla Rai''

22 febbraio 2015 | 11.37
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Giornata dem dedicata alla 'buona scuola'. Il premier sul palco: "Senza riflessione su capitale umano, scuola e ricerca non si rimette in moto il paese". Apertura con il ministro dell'Istruzione, Giannini (VIDEO): "Vogliamo portarla dal Novecento al terzo millennio". E annuncia: "A giorni un decreto legislativo: basta con Babele di graduatorie"

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Tutte le riforme che abbiamo fatto finora sono fondamentali ma ''il discorso politico è che se si vuole mettere in moto il Paese per i prossimi 30 anni serve una riflessione sul capitale umano, sulla scuola e la ricerca". Sul palco della manifestazione dem 'La buona scuola', il premier Matteo Renzi mette l'accento sulla necessità della riforma della scuola, annunciando che subito dopo ''a marzo'' ci sarà quella della Rai.

"La riforma della scuola da sola non basta - ha detto Renzi - è solo l'inizio del percorso: senza la riforma della Rai, che non vuol dire cambiare palinsesti o il vice capo redattore, come straordinario motore identitario del Paese, noi non siamo nelle condizioni di fare alcun investimento sull'aspetto educativo".

INSEGNANTI NO ULTIMA RUOTA DEL CARRO - "La figura dell'insegnante non deve essere vista come l'ultima ruota del carro ma come il motore della società", ha detto il premier. "Basta giocare sulla pelle degli insegnanti precari: non possiamo consentire di fare della figura dell'insegnante uno che prima di avere la cattedra e' demotivato da anni di precariato".

ASCOLTIAMO MA DECIDIAMO, SE NO E' PALUDE - "In passato c'è le riforme e le controriforme hanno provocato una schizofrenia normativa, ma noi non stiamo riformando la scuola, stiamo riportando la scuola al centro della città". Ma, ha aggiunto, 'il percorso non finisce qui, inizia ora. Fateci sapere quello che pensate, risponderemo a tutti". Anche se, ha messo in chiaro, ''ascoltare tutti non vuol dire non fare niente. Si ascolta e poi si decide, se no è la palude che ha bloccato l'Italia per 20 anni e noi non consentiremo che continui".

GIANNINI APRE I LAVORI - E' toccato al ministro aprire i lavori della giornata. Obiettivo della 'buona scuola' è "portare la scuola italiana dal Novecento al terzo millennio", ha affermato il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini aprendo questa mattina a Roma i lavori della giornata dedicata dal Pd alla scuola. Un'apertura con ressa all'ingresso dello Spazio Esposizioni in via Palermo a Roma: nonostante l'invito molte persone non sono riuscite ad entrare. Il ministro ha annunciato che a giorni ''un decreto legislativo darà corpo ad un lavoro intensissimo. Vogliamo dare un progetto educativo all'Italia per una scuola migliore".

Il che significa anche "ridare dignità e un ruolo sociale agli insegnanti". "I nostri principali nemici sono stati l'ignoranza e la rassegnazione", ha ricordato Giannini, riferendosi in particolare alla piaga del precariato. "A qualcuno ha fatto comodo", ha detto sottolineando che il fenomeno ha un costo economico di notevole rilevanza. "Nel 2014 - ha detto Giannini - abbiamo speso 876 milioni di euro per coprire le supplenze annuali, ma anche un costo culturale e un costo sociale".

ASSUNZIONI SOLO CON CONCORSO PUBBLICO - Cardine del progetto educativo presentato dal governo "è un piano di assunzioni straordinario e la previsione di tornare ad assumere solo tramite concorso pubblico". Per troppo tempo, ha sottolineato il ministro, ci siamo rassegnati "alla Babele di graduatorie, e lo stesso è successo per la carriera degli insegnanti che da sogno impossibile sta per diventare realtà praticabile".

CASO BIMBO AUTISTICO - Non accadrà mai più che bambini con difficoltà vengano lasciati soli nella propria classe, ha assicurato il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, riferendosi al caso del bambino autistico lasciato solo in classe in una scuola in un paesino vicino Roma. "Le stanzette del silenzio degli innocenti nella Buona scuola non ci saranno, non avranno spazio".

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