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Pd, Madia: "Delrio da arbitro a promotore Serracchiani, cooptazione mascherata"

27 marzo 2021 | 20.31
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A stretto giro la replica di Graziano Delrio, che scrive: “Per me e Letta la competizione non era un problema. Non ho invitato nessuno a candidarsi e nessuno a non farlo perché sarebbe stato poco rispettoso della libertà. Ho espresso serenamente la mia opinione su cosa voterò a chi lo chiedeva dicendo comunque la stima per entrambe".

"Non ho fatto trattative anche perché direi di aver già fatto la mia parte. E forse di non meritare accuse di manovre non trasparenti o di potere visto che a quel potere ho voluto rinunciare lasciando immediatamente il mio incarico - spiega il capogruppo uscente del Pd - Certe parole mi feriscono oltremodo perché non corrispondono alla realtà e perché vengono da persona che ho stimato sempre. Credo e spero che si tratti di amarezza e, mi sia consentito, la mia storia personale e politica parla per me".

In una lettera inviata a tutti i deputati del gruppo Pd della Camera interviene anche Debora Serracchiani. "Per quanto a malincuore, non posso evitare di esprimermi sulla lettera che ci ha inviato Marianna, almeno per la parte che mi tocca e coinvolge personalmente. Mi obbliga a farlo la considerazione che si deve a una collega di riconosciuto valore che ha ricoperto incarichi di governo, e la circostanza attuale che ci vede entrambe candidate alla presidenza del nostro gruppo. Una situazione che vivo con assoluta serenità e in totale trasparenza, onorata anzi di competere con una collega come Marianna" scrive Serracchiani.

"Tralascio tutte le condivisibili considerazioni sul lavoro difficile che ci attende - continua Serracchiani - per cambiare e rendere sempre più competitivo il nostro partito, e sull'impegno di cui saremo gravati per portare alla Camera le forti istanze espresse dal segretario Letta. Un'opera davvero di anima e cacciavite: mi ci riconosco in pieno e sento mia questa attitudine operativa e la voglia di sperimentarmi in prima persona. L'ho sempre fatto. Anche a rischio di trovarmi in posizioni scomode o essere criticata: conosco anche questo".

"A maggior ragione non posso credere che Marianna intenda riferirsi a me - scrive ancora - come a una persona cooptabile e quindi, dovrei supporre, non autonoma. No, l'autonomia è stata la cifra della mia storia personale e politica, e anche quando sono stata accanto a qualcuno l'ho fatto lealmente, condividendo idee e mantenendo libertà di giudizio. Chi sa, me lo riconosce. E a questo mio piccolo patrimonio tengo molto, perché autenticità e schiettezza sono miei valori che porto in dote al mio partito e offro ai miei colleghi deputati. Quindi spero che, se mai ombre o equivoci possano aver sfiorato Marianna, siano subito dissipati".

"Confrontiamoci senza ipoteche e senza retropensieri - sottolinea Serracchiani - sapendo che ognuna rappresenta se stessa e che ogni collega del gruppo deciderà in piena libertà. Conosco i nostri colleghi, che ho visto lavorare in questi anni in aula e nelle commissioni, con passione e responsabilità, e sono certa che nessuno si farebbe imporre candidature calate dall'alto. E davvero, alla fine, saremo tutti più ricchi perché - conclude - avremo fatto un passo avanti tutti assieme".

Sulla vicenda della scelta dei capigruppo, fonti del Nazareno sottolineano che "sin dall'inizio Letta ha detto che non avrebbe preso posizione, per rispetto dell'autonomia dei Gruppi. Ma, da sempre, il segretario considera una competizione trasparente come sana".

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