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Pd, Mineo: “Se qualcuno pensa di mettermi la museruola sbaglia: io sono un uomo libero”

13 giugno 2014 | 10.19
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Il senatore democratico: “Io renziano, ma la nuova politica lo tira giù”. Poi dice: “Se il partito si rende conto dell’errore commesso e vuole ricucire, io ne sarò ben lieto”. Zanda: “Non rispondo a Mineo, ma rischiamo di fare la fine di Prodi”. Volano gli stracci in casa Pd dopo il caso Mineo, 14 senatori si autosospendono

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’’A me il Pd di Renzi piace di più del Pd prima di Renzi, perché penso che Renzi faccia politica con la complessità della politica stessa e che sia una risorsa per il Paese e per l’Europa. Alle Europee l’ho votato anch’io con assoluta convinzione, e quindi faccio parte anch’io del 40,8% dei suoi elettori’’. Lo ha detto, ad Agorà, Corradino Mineo.

’’Il problema -ha aggiunto il senatore democratico- è che c’è una nuova politica che è più vecchia della vecchia la quale tira giù Renzi: lui non può fare tutto, però forse dovrebbe ascoltare di più il Parlamento e non fare colpi di mano come l’imposizione del disegno di legge Boschi sulla riforma del Senato’’.

‘’Questa personalizzazione contro di me, temo voglia nascondere degli errori. I primi errori li ha fatti palesemente il capogruppo Zanda, che ha sottovaluto un dissenso, non lo ha considerato e ha fatto finta che fosse risolto a colpi di finte votazioni, raccontando oggi che ce ne sono state 117’’. ha poi aggiunto Mineo: ’’Noi siamo senatori che non siamo nella disponibilità di una trattativa della vecchia politica e che poniamo una questione costituzionale: andavano trattati con rispetto’’.

‘’Se il partito si rende conto dell’errore commesso e vuole ricucire, io ne sarò ben lieto. Ricucire significa accettare che i parlamentari possano sostenere la loro posizione, anche perché in aula parla il capogruppo e tutti gli altri sono destinati a interventi di fine seduta: c’è una presa partitocratica sul Parlamento che è una vergogna’’, ha poi aggiunto:. ‘’Questa storia finirà con Renzi che tratterà la riforma del Senato da posizioni più deboli con Berlusconi e Calderoli. Poi, sul nostro dissenso io parlo per me: se il gruppo Pd al Senato cambierà posizione, bene. Ma si decida che le decisioni vengono prese a maggioranza senza voti di fedeltà, senza chiacchiere su presunte omogeneità e con la possibilità di esprimersi’’, ha aggiunto il senatore Pd. ‘’Se non sarà così, io mi ritroverò in un partito che non mi lascia spazio: 14 senatori non sono una corrente, ma questa operazione è contro un’idea, quindi dobbiamo ottenere un chiarimento. Certo, se leggo le dichiarazioni di oggi di Zanda? spero che dal Pd se ne vada lui, perché dice corbellerie talmente grosse che non sono accettabili. Se qualcuno pensa di potermi mettere la museruola sbaglia: io sono un uomo libero, non sono un epurato, ’’ ha concluso Mineo.

“Non rispondo a Mineo. Invece voglio fare una considerazione politica generale sulla necessità di compattezza del gruppo. Sono in Senato da dieci anni ma non so cosa significhi la formula dell’autosospensione”. Il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, parla così della decisione di 14 senatori dem di ‘autosospendersi’ dal gruppo. “Ricordo bene però -aggiunge il presidente dei senatori Pd- l’esperienza dell’Ulivo in Senato quando nel 2007 dodici senatori, dopo mesi di numerose e vivaci espressioni pubbliche di dissenso dal gruppo, decisero di uscirne per formare un nuovo gruppo. Non ho mai condiviso quella scelta e ho chiaro il clima politico che determinò e le conseguenze che ebbe. Il governo Prodi morì per mano di Mastella, ma la sua fine fu fortemente preparata dalla nostra debolezza numerica (simile all’attuale) e dal dissenso pressoché quotidiano di un gruppo di senatori dell’Ulivo”. “Allora non era all’ordine del giorno la riforma costituzionale, ma le missioni italiane di pace in aree martoriate del pianeta. L’esito politico fu devastante per il centrosinistra e gli italiani ci punirono alle elezioni successive. Tutto questo non si deve ripetere”, conclude il presidente dei senatori del Pd.

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