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Pd. Ricci: "Avanti con campo largo, da M5S a centro. Fi? E' interlocutore"

11 febbraio 2022 | 19.34
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Il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem sulla protesta 'Luci spente' che ieri ha coinvolto oltre mille comuni: "Rincaro bollette devastante per bilanci. Serve 1 mld. Draghi ci risponda"

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Sì a un sistema proporzionale senza escludere il lavoro per la costruzione di un campo largo guardando ai 5 Stelle ma anche alle forze centriste, Forza Italia compresa. "Fi è un interlocutore", dice Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem, all'Adnkronos.

Il voto per il Colle ha lasciato tensioni nelle forze politiche, nel centrodestra e nei 5 Stelle. Teme ripercussioni sul governo? "Dal punto di visto politico, il partito che ne è uscito meglio e più forte è il Pd. E' stata premiata la responsabilità e anche la visione unitaria che Letta ha avuto durante le trattative. Non è uscita una crisi di governo ma una crisi del sistema politico che va rigenerato e insieme va garantito il massimo sostegno a Draghi. Non si possono scaricare le debolezze dei partiti sul governo".

La crisi dei 5 Stelle è un problema per il Pd? "Il problema è la frammentazione. Non serve un M5S diviso e non è utile la frammentazione dell'area di centro. Il Pd non solo deve essere rispettoso del dibattito interno ma augurarsi da un lato che i 5 Stelle non si dividano e si rafforzino. Per dirla alla Sorrentino: 'Non vi disunite!'. E dall'altro che l'area centrista e liberal democratica trovi una forma per stare insieme mettendo da parte un po' di personalismi. Dal punto di vista delle alleanze attuali e future, le forze politiche più vicine al Pd sono quelle centriste e i 5 Stelle".

Il centro di cui parla comprende anche Forza Italia? "Forza Italia è sicuramente un interlocutore, è una forza europeista ma deve capire che fare da grande: sta sola? Costruisce una formazione di centro? O fa il partito popolare con la Lega che però, a sua volta, dovrebbe cambiare linea e abbandonare il sovranismo? Vedremo come si evolverà la situazione. Da parte nostra, possiamo solo auspicare che il fronte europeista si allarghi e non che si restringa".

Dal centro ai 5 Stelle, tenere insieme tutto sembra molto complicato però... "E' complicatissimo". Servirebbe il proporzionale? "Questa legge va cambiata perchè è tremenda. L'elezione di Mattarella ha confermato che il bipolarismo ormai è solo di facciata. Abbiamo avuto tre governi diversi in questa legislatura... Noi pensiamo che il sistema migliore sarebbe quello a doppio turno ma non ci sono nè i tempi nè le condizioni. Un proporzionale alla tedesca con sbarramento semplificherebbe il quadro con 5,6 forze politiche portandoci verso un bipolarismo mite di stampo europeo".

Allora addio al campo largo? "Assolutamente no. Prima o dopo il voto un campo di alleanze lo devi avere. Anche con il proporzionale, se il Pd sarà primo partito dovrà guardare alle forze più vicine. Quella di quadro semplificato e di alleanze europeiste resta comunque una necessità. A primavera si vota in tantissimi comuni ed è evidente che comunque dobbiamo trovare alleanze larghe".

Si parlerà di legge elettorale nella Direzione Pd di venerdì prossimo? "E' evidente che nel Pd quella del proporzionale sia la soluzione più apprezzata. E' anche un modo per rigenerare le politica e con la doppia preferenza ricreare finalmente un legame tra eletto ed elettore, tra eletto e territorio. Ma noi siamo il 12 % del Parlamento. Dipende anche da altre forze politiche, penso alla Lega e a Fi".

Oggi il premier Draghi ha respinto con nettezza l'ipotesi di un suo impegno politico dopo il 2023. Che ne pensa? "Penso che Draghi sia una grande risorsa per la Repubblica e che faccia bene ad avere questo atteggiamento. E noi partiti dovremmo lavorare a una nostra proposta politica, lasciando lavorare Draghi che è una riserva della Repubblica da salvaguardare, senza mettere il carro davanti ai buoi dal punto di vista dei processi politici".

Sindaco Ricci, ieri la protesta 'Luci spente nei comuni', avete avuto qualche risposta dal governo? "Abbiamo avuto diverse interlocuzioni con i ministri ed ora, visto anche l'impatto mediatico forte che c'è stato, crediamo che sia chiara a tutti una questione che finora era stata completamente sottovalutata. Giustamente si sono cercate soluzioni per famiglie e imprese, ma inflazione e caro bollette stanno avendo un impatto devastante sugli enti locali. Parliamo di illuminazione stradale, energia elettrica e riscaldamento per tutti gli edifici comunali dagli asili ai centri sportivi. A questo si aggiungono gli effetti dell'inflazione sui servizi esternalizzati. Costi insostenibili. Siamo fiduciosi che il presidente Draghi ci dia risposte la prossima settimana".

Quale è la richiesta dei comuni? "Chiediamo la stessa attenzione che c'è stata per il Covid con il fondo che ci ha consentito di compensare le minori entrate. Stavolta il fondo serve a compensare la maggiore spese". Un fondo di che entità? "Circa un miliardo per comuni e province. Anche perché altrimenti si rischia di impattare sulla messa a terra del Pnrr. Circa il 70% passa dai comuni e serve personale. Se non abbiamo i soldi per pagare le bollette come paghiamo il personale?".

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