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Pediatria: Fimp, auspicabile stop obbligo vaccini, ma difendere importanza

03 marzo 2014 | 16.53
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Milano, 3 mar. (Adnkronos Salute) - La Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp) "auspica da sempre il superamento dell'obbligo vaccinale per i 4 vaccini anti-polio, tetano, difterite ed epatite B, considerando tale vincolo appartenente a realtà socio sanitarie del passato e preferendo la scelta consapevole e sopratutto l'omogeneità su tutto il territorio nazionale delle migliori e attuali raccomandazioni in tema di vaccini". Ma, come già espresso dalla Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) in un documento ufficiale, anche il sindacato "valuta con apprensione la proposta di legge lombarda" sul tema depositata dal Movimento 5 Stelle.

A preoccupare, spiega la Fimp in una nota, non è tanto la sospensione dell'obbligo richiesta per la Lombardia, "anche se si preferirebbe un'iniziativa ministeriale e non modalità localistiche, ma alcuni aspetti" del provvedimento. "Nel 'razionale' che la precede e la spiega - ricorda la Fimp - si fa riferimento a eventuali risparmi derivanti dal non uso di vaccini 'facoltativi', nonché al rischio sanitario a essi collegato, smentiti in realtà dalla comunità scientifica". Il sindacato dei pediatri, si legge nella nota, "ha fortemente appoggiato la scelta della Regione Veneto vigente da oltre 3 anni di sospensione dell'obbligo tramite la capillare attività dei singoli pediatri di famiglia e di chi li rappresenta all'interno delle istituzioni". Non solo: la Fimp "ha approvato con grande soddisfazione il varo del Piano nazionale vaccini 2012-2014", anche per il "forte messaggio alle regioni di uniformità nelle raccomandazioni vaccinali che ha messo la parola fine a un federalismo vaccinale incongruo, pericoloso e ingiusto".

La Fimp, in riferimento alla proposta di legge lombarda, aggiunge che "gli sforzi formativi e informativi di questi anni puntano a definire come raccomandati tutti i vaccini presenti nel Calendario nazionale, perché offrono al minore, e non solo, le migliori opportunità di prevenzione verso malattie infettive e patologie tumorali, finalizzate alla tutela della salute". Sulla presentazione del certificato vaccinale all'atto di iscrizione in comunità di un minore, Fimp precisa che questo aspetto è "già di fatto superato". Ma "ci consente di rilanciare invece la proposta di rendere pubbliche in ogni istituto scolastico le notifiche delle percentuali di bambini frequentanti immunizzati per le malattie prevenibili da vaccino. Questo al fine di garantire la frequenza alle stesse dei bambini che per propria grave patologia, acquisita o congenita, non possono essere loro stessi vaccinati e che sono a grave rischio di complicanze a fronte di un contagio da compagni di scuola non immuni".

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