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Pediatria: il bimbo non vuole mangiare? Decalogo del 'Bambino Gesù'

07 marzo 2014 | 16.09
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Roma, 7 mar. (Adnkronos Salute) - L'avversione dei bambini verso alcuni alimenti, se troppo accentuata, può provocare forme di obesità anche gravi. Allo stesso tempo la selettività, ossia la scelta mirata di alcuni cibi da mangiare che riguarda 3 piccoli su 10, e la neofobia, cioè la paura di provare alimenti nuovi, possono innescare disturbi del comportamento alimentare come l'anoressia. Lo sottolineano gli esperti ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che ha promosso un incontro dedicato alle famiglie di bimbi con difficoltà nell'alimentazione, dal titolo 'Mio figlio non mangia: come posso fare?'. All'evento, previsto per domani alle 9.30 nell'aula Salviati dell'ospedale, sarà presentato un decalogo di consigli pratici per gestire il problema.

Per garantire ai bambini un'alimentazione varia e completa che contenga tutti i nutrienti necessari all'organismo - spiega il 'Bambino Gesù' in una nota - selettività e neofobia verso gli alimenti dovranno essere vinte attraverso un approccio educativo che permetta di assaggiare e scoprire nuovi sapori senza paura. Tra i consigli riportati nella guida, risulta importante per la dieta del bambino che tutta la famiglia segua lo stesso tipo di alimentazione, in modo che il bimbo ne venga influenzato positivamente.

I piccoli, poi, non devono essere forzati ad assaggiare un alimento, molto meglio cercare di riproporlo più volte, magari cucinato in maniera differente. Inoltre, è bene che gli orari dei pasti siano rispettati, senza che i bimbi si distraggano con i giochi o la televisione. Non solo, può risultare producente organizzare un percorso di familiarizzazione con il cibo, coinvolgendo anche il bambino nel fare la spesa e mentre si cucina, rendendo partecipe il bimbo come fosse un 'piccolo chef' e perché no, provando ad assaggiare i piatti insieme.

La selettività alimentare - continua la nota dell'ospedale capitolino - è un disturbo che riguarda circa il 30% dei bambini, con il picco di incidenza intorno ai 2-4 anni (13%). Di questi bambini, circa la metà perpetua il comportamento oltre questa età, con una tendenza alla cronicizzazione.

A influenzare selettività e neofobia sono soprattutto l'alimentazione nei primi anni di vita e le 'cattive' abitudini familiari. Come rivela uno studio condotto su un campione di bambini da 1 a 3 anni, il 38% consuma le pappe davanti alla tv, il 25% non mangia a tavola con mamma e papà e 1/3 dei genitori obbliga i propri figli a finire il pasto.

Sul versante nutrizionale, invece - conclude il 'Bambino Gesù' - l'indagine ha evidenziato eccessi nell'apporto di proteine animali che possono portare allo sviluppo di obesità. Buono, invece, il consumo di verdure e frutta: solo il 17% dei genitori dichiara di non riuscire quasi mai a fargliele mangiare. Peccato che questa abitudine si perda nel tempo, dai 4-5 anni in poi, come pure l'abitudine alla prima colazione.

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