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Pedopornografia online, Ue: "Presto obbligo di rimuovere materiale"

24 luglio 2020 | 14.13
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In arrivo nuove norme che rendano "obbligatorio" per le piattaforme on line "rilevare, denunciare e rimuovere" contenuti legati agli abusi sessuali

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Immagine di repertorio (Fotogramma)

Oggi per le piattaforme Internet "è volontario rilevare" e rimuovere i contenuti pedopornografici. Oggi la grande maggioranza del "materiale denunciato viene da Facebook: sono molto bravi a rilevarlo". Per rimediare a questa falla legislativa, l'Ue presenterà l'anno prossimo nuove norme che rendano "obbligatorio" per le piattaforme online "rilevare, denunciare e rimuovere" contenuti legati agli abusi sessuali su minori. Lo spiega la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson, in videoconferenza stampa a Bruxelles.

"Negli ultimi cinque anni - dice Johansson - abbiamo visto l'Europa diventare l'epicentro del materiale relativo agli abusi sessuali su minori. Negli ultimi nove anni abbiamo visto un aumento enorme a livello globale, da 9 mln di materiali rilevati a 17 mln. Nell'Europa l'anno scorso sono stati rilevati più di 700mila materiali di questo tipo. E ce ne sono molti che non vengono rilevati".

"La situazione - continua - è peggiorata durante la pandemia, con molti bambini soli a casa, on line. Ma vediamo anche un aumento dell'attività da parte dei pedofili. Le attività on line sono diventate più sofisticate nel condividere, nel nascondere e, peggio, nel creare nuovi materiali".

"Funziona così nei circoli ristretti dei pedofili - prosegue Johansson - per poter entrare e guardare al materiale condiviso, devi fornire materiale nuovo, altrimenti non sei ammesso. E questo vuole dire che devono commettere nuovi stupri, per realizzare nuovi video, nuovi abusi, per riuscire ad entrare". "L'anno scorso - continua - abbiamo rilevato 100mila nuovi video di questo tipo nell'Ue. E, in aggiunta, molte foto naturalmente. Non sappiamo se sono stati realizzati esattamente in quell'anno, ma è probabile". Inoltre, "negli ultimi cinque anni l'hosting di questi materiali è cambiato: oggi due terzi sono nell'Ue, in particolare nei Paesi Bassi, e per questo sono lieto della collaborazione con il governo olandese, per combattere questo fenomeno insieme".

"Ma servono nuovi strumenti - prosegue Johansson - e il più importante è rilevare, riportare, rimuovere e denunciare questi materiali. L'anno prossimo la Commissione proporrà nuove legislazione per rendere obbligatoria per le compagnie Internet, social media e di messaging rilevare, riportare, rimuovere i materiali e denunciare alle autorità competenti". "La rilevazione degli abusi - sottolinea la commissaria - è una parte essenziale del processo, perché potrebbe portare a salvare le vittime degli abusi. Quando il materiale viene denunciato, Europol inizia ad indagare: sono in grado, insieme alle autorità nazionali, di identificare i bambini che vengono abusati in questo momento e di salvarli". "Per esempio - dice ancora Johansson - abbiamo avuto una bambina di nove anni in Romania, che da oltre un anno era abusata dal padre: è stata salvata grazie a questo lavoro fatto da Europol e dalle forze nazionali di polizia".

"E' per questo - continua Johansson - che la responsabilità delle compagnie Internet è così importante: il rilevamento fa scattare l'indagine, che porta al salvataggio del minore e alla punizione del reo". "Indagini recenti in Germania - prosegue - hanno rivelato migliaia di sospetti e un'altra indagine in Italia ha dimostrato il valore della denuncia e della collaborazione. Ora proponiamo di avere un nuovo centro per prevenire l'abuso sessuale dei minori in Europa, che lavorerà anche per prevenire. E' importante prevenire che stupri e abusi avvengano". Inoltre, dice poi, "verrà creata una rete di prevenzione nell'Ue: dobbiamo anche aiutare le vittime, perché" un abuso o una violenza sessuale "possono essere un trauma che dura tutta la vita. Spesso i bambini vengono abusati da familiari o da qualcuno di cui si fidano. Dobbiamo creare buone pratiche per far sì che i bambini riferiscano degli abusi in corso", conclude.

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