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Polizia locale: la prima volta dei vigili in piazza, il 12 corteo nazionale a Roma

08 febbraio 2015 | 15.08
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Lo stesso giorno ci sarà lo sciopero generale di 24 ore. La polizia locale sfilerà a partire dalle 10 da piazza della Repubblica per arrivare a piazza SS. Apostoli, per chiedere alle istituzioni una profonda modifica normativa e strutturale della categoria. A gennaio il presidio al Campidoglio. Roma, governo e Garante contro vigili 'malati' a Capodanno

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(Infophoto) - INFOPHOTO

Sciopero nazionale e corteo a Roma il prossimo 12 febbraio per i vigili urbani. Per la prima volta infatti si asterranno dal lavoro tutti i caschi bianchi, a livello nazionale, per 24 ore e sfileranno in un corteo nella Capitale a partire dalle 10 da Piazza della Repubblica fino a piazza SS. Apostoli. Pizzardoni sulle strade sì, ma per chiedere alle istituzioni una profonda modifica normativa e strutturale della Polizia Locale.

"E' la prima volta di uno sciopero nazionale della polizia locale e la nostra rivendicazione è quella di essere riconosciuti come corpo di polizia - spiega all'AdnKronos Luigi Marucci, presidente nazionale Ospol - Abbiamo chiesto e chiediamo ancora con forza un incontro con il governo, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi per poter spiegare le nostre esigenze nonché le richieste di una categoria che aspira a far parte delle grande famiglia delle polizia civili del Paese".

Non è chiaro ancora in quanti parteciperanno e sfileranno per le strade della Capitale: è prevista per martedì alle 12 una conferenza stampa a Piazza di Pietra, durante la quale sarà illustrata l'intera manifestazione. Le rivendicazioni e le richieste delle polizie locali sono chiare: miglioramento moderno ed efficace, della legge della Polizia Locale 65/86, tenendo conto soprattutto della drammatica situazione determinata dai nuovi attacchi in tutta Europa del terrorismo islamico, il reintegro nel contratto di Diritto Pubblico, il riconoscimento della professione usurante, la revisione del Codice di procedura Penale mediante l’attribuzione permanente delle qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza, il riconoscimento delle malattie professionali e lo sblocco delle assunzioni.

"E' da anni che ci battiamo perché gli uomini della Polizia Locale vengano riconosciuti come corpo di polizia e non come impiegati pubblici - insiste Marucci - Vogliamo gli stessi diritti e tutele delle altre forze dell'ordine del Paese. Abbiamo inviato una lettera al premier Renzi nella quale appunto spieghiamo quali sono le nostre esigenze, problematiche e chiediamo un incontro, speriamo che risponda al più presto".

"Pur indossando una divisa e avendo le stesse qualifiche di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria, - prosegue Marinucci - tanto che interveniamo per l'ordine pubblico di eventi sportivi e manifestazioni, noi abbiamo un contratto da amministrativi, da impiegati comunali mentre dovremmo poter lavorare con le stesse tutele contrattuali delle forze di polizia, con le stesse tutele assicurative e sanitarie".

"Non vogliamo essere una 'polizia' di serie B, siamo esposti quotidianamente agli stessi rischi degli altri corpi - afferma con forza Marucci - abbiamo la divisa, ma non abbiamo quelle protezioni che hanno gli altri agenti: insomma vogliamo riconosciuti quei diritti e quelle tutele che hanno gli altri corpi di polizia con i quali lavoriamo al fianco ogni giorno, durante i grandi eventi, piazza San Pietro o lo stadio, e le emergenze in città, allagamenti, grandine, neve e quant'altro".

Sciopero e corteo quindi riguardano rivendicazioni della polizia locale a livello nazionale, sono chiamate in causa tutte le città e non solo Roma, dove comunque i vigili urbani sono stati e sono tutt'ora al centro delle polemiche e dell'inchiesta della Procura di Roma.

"La vicenda di Capodanno, dei cosidetti vigili assenteisti riguarda solo Roma e non ha nulla a che vedere con la manifestazione e lo sciopero del 12 febbraio prossimo - spiega ancora Marucci - ed è una questione che è stata gestita, a mio parere, in maniera errata. C'è stata una carambola di numeri, secondo me ancora poco chiari, sui quali si è giocato in malo modo e alla fine sono 31 i vigili indagati e non accusati".

"E' una questione di lana caprina - continua il presidente dell'Ospol - nata sugli straordinari: i vigili che dovevano essere in servizio la notte di Capodanno, i cosidetti ordinari, erano tutti in servizio, tutti al lavoro. La bagarre è nata sugli straordinari che sono su base volontaria, ma ribadisco che coloro che quella notte dovevano lavorare erano tutti rigorosamente al loro posto". "E poi - aggiunge Marucci - ci hanno pressato talmente tanto per donare il sangue che non vedo quale sia il problema se i colleghi lo hanno donato e hanno usufruito del diritto del giorno di riposo o se altri si sono ammalati". Insomma, "non c'è stato nessun complotto - conclude Marucci - ci sarebbe voluta e ci vorrebbe anche un poco di riservatezza".

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