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Lavoro: ricerca, per manager competenze e organizzazione irrinunciabili

06 maggio 2015 | 17.22
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Ricerca condotta da Ipsos e presentata nell'ambito della cerimonia per i 25 anni di attività di Assidai, il fondo sanitario integrativo senza scopo di lucro nato su iniziativa di Federmanager

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Il manager di oggi deve avere soprattutto 'capacità di sviluppare competenze e valutare persone', 'capacità organizzativa' e 'saper gestire i cambiamenti'. E' il quadro che emerge oggi dalle risposte di dirigenti/quadri e responsabili Hr interpellati nell’indagine di mercato 'L’identità del manager italiano, il best place to work e l’assistenza sanitaria integrativa', condotta da Ipsos su un campione di circa 3.000 dirigenti e quadri responsabili di risorse umane operanti nel settore dell’industria, al fine di comprendere che ruolo ricopre oggi il manager all’interno dell’azienda, la sua evoluzione negli anni e quali sono le sue esigenze.

La ricerca è stata presentata nell'ambito della cerimonia per i 25 anni di attività di Assidai, il fondo sanitario integrativo senza scopo di lucro nato su iniziativa di Federmanager nel 1990, svoltasi nella cornice della Sala della Regina della Camera dei deputati, a Palazzo Montecitorio. Assidai, proponendosi di presentare un quadro dello scenario manageriale italiano, ha anche identificato le principali caratteristiche delle alte professionalità e del best place to work, all’interno del quale è sempre più evidente l’importanza che rivestono i benefit aziendali legati all’assistenza sanitaria, visti come un contributo fondamentale per il benessere dei manager e delle loro famiglie.

Secondo i manager italiani, il 'best place to work' è un ambiente con una visione di futuro, in grado di coinvolgere attivamente i manager nelle decisioni aziendali e di curare la crescita professionale dei propri dipendenti. Affinché il luogo di lavoro possa definirsi il 'best place to work', è necessario che si rispettino caratteristiche di onestà e correttezza, ma anche che vengano offerti ai lavoratori diversi benefit e servizi. Tra questi, un ruolo sempre più importante lo riveste il ruolo dell’assistenza sanitaria, soprattutto per i più giovani, che lo considerano un fattore discriminante per la permanenza nel posto di lavoro. Nello specifico, gli strumenti di welfare aziendale più richiesti da dirigenti e quadri sono: 'assistenza sanitaria', 'pensioni' e altre 'assicurazioni'.

Un altro tema divenuto ormai sempre più importante, soprattutto per i più giovani, è quello del 'work-life balance', ossia l’equilibrio tra vita privata e professionale, da ottenere grazie a strumenti quali orari flessibili e possibilità di lavorare da remoto. Soluzioni di questo tipo, basate sulla cura dei propri dipendenti, sono ormai irrinunciabili per riuscire ad attrarre, e soprattutto trattenere, i manager più talentuosi.

"Da 25 anni Assidai è il punto di riferimento non solo dei manager italiani e di 52 mila nuclei familiari assistiti, ma anche delle oltre 1.500 aziende che hanno scelto di sottoscrivere con noi un piano sanitario integrativo collettivo come benefit per i propri dirigenti e consulenti", commenta Giangaetano Bissaro, presidente Assidai. "Siamo felici di festeggiare oggi il nostro impegno -continua Bissari- verso gli iscritti e le loro famiglie, che tuteliamo da tutti quegli imprevisti che possono compromettere l’abituale tenore di vita, secondo i principi di mutualità e solidarietà e permettendo l'accesso e la permanenza senza limiti di età, senza selezione del rischio e con l'impossibilità di recesso della copertura tutelando gli iscritti durante l’intero arco della loro vita".

"E’ stato molto interessante lo sviluppo di questa indagine di mercato in occasione dei 25 anni di Assidai. La ricerca ci ha permesso di evidenziare una potenzialità ancora poca sfruttata dell’assistenza sanitaria integrativa in Italia", afferma Ferdinando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia. "Abbiamo potuto constatare - aggiunge - che di questo benefit, che può concorrere a creare un 'best place to work', c’è ancora una conoscenza superficiale in un’area consistente sia nel segmento dirigenti/quadri (51%) che responsabili Hr (40%). In futuro ci sarà ancora molto da fare”.

"In uno scenario in continuo cambiamento socio-economico la proposta Assidai è quella di costruire un nuovo modello di sanità complementare al Ssn in un’ottica collaborativa e non sostitutiva, senza scontri ideologici che vedono il privato doversi necessariamente contrapporre al pubblico", sottolinea Marco Rossetti, direttore di Assidai.

"Tale nuovo modello - spiega - dovrà prevedere il ruolo strutturale dei Fondi sanitari complementari, adeguatamente regolati da una vigilanza snella e non coercitiva finalizzata alla verifica dell’utilizzo delle risorse che il sistema pubblico intende impegnare attraverso una fiscalità agevolata".

"Riteniamo fondamentale prevedere per il futuro un’adeguata legislazione fiscale che sappia accompagnare lo sviluppo della sanità complementare non solo destinata ai lavoratori dipendenti ma allargata a tutti i cittadini, con premialità fiscale da riservare a quei fondi sanitari che rivolgono la loro attenzione alle famiglie e ai pensionati secondo criteri gestionali basati sulla mutualità e solidarietà. Siamo sicuri che questa sarà la strada giusta per riprogrammare il Servizio sanitario nazionale mettendo al centro del progetto la persona", conclude Rossetti.

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