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Per Renault nel 2020 un maxi-rosso da 8 mld, ma nel secondo semestre netta ripresa

19 febbraio 2021 | 17.25
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Nessun dividendo per l'anno passato, ma il gruppo conferma le indicazioni fornite nel piano strategico 'Renaulution'. De Meo: '2021 sarà anno difficile, le priorità restano redditività e generazione di cash'.

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Roma, 19 feb. - (Adnkronos)

Forte rosso nel 2020 per Renault che ha registrato una perdita netta di 8,01 miliardi di euro rispetto ai 141 milioni di rosso nel 2019. La perdita per azione è stata di 29,51 euro, rispetto a 0,52 euro per azione nel 2019. I risultati approvati dal Cda mostrano comunque segnali incoraggianti nel secondo semestre in cui la società ha limitato la perdita netta a 660 milioni di euro.

La perdita operativa è stata di 2 miliardi di euro, rispetto a un utile 2019 per 2,11 miliardi mentre il margine operativo del gruppo è stato negativo dello 0,8%, rispetto a +4,8% dell'anno precedente. Anche qui indicazioni migliori nel secondo semestre in cui il margine è stato positivo a +3,5 per cento dei ricavi che sull'intero anno sono diminuiti del 21,7 per cento a 43,47 miliardi (55,54 miliardi nel 2019). Nel secondo semestre il calo è stato 'solo' dell'8,9%.

Nell'intero 2020 Renault ha venduto 2,95 milioni di unità, - 21,3% rispetto all'anno precedente ma con un calo del 6,8% nella seconda metà dell'anno. Commentando i risultati la casa automobilistica ha sottolineato come il forte miglioramento della redditività operativa nel secondo semestre evidenzia i primi impatti positivi delle azioni intraprese nel contesto di un esercizio fortemente influenzato dal Covid-19.

Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea Generale degli Azionisti, prevista per il prossimo 23 aprile , di non versare dividendi per l'esercizio 2020. Nel bilancio del gruppo spicca peraltro un contributo fortemente negativo delle imprese consociate pari a -5,145 miliardi di euro, rispetto a -190 milioni di euro nel 2019. In particolare il contributo di Nissan è negativo per -4.970 milioni di euro, mentre quello delle altre imprese consociate si attesta a -175 milioni di euro. Presentando i risultati il Gruppo Renault ricorda comunque di avere raggiunto gli obiettivi della normativa europea sulle emissioni, mantenendo la leadership continentale nei veicoli elettrici.

Al 31 dicembre scorso, gli stock complessivi (compresa la rete indipendente) ammontavano a 486.000 veicoli, in calo di oltre 100.000 unità (-19%), che rappresentano 61 giorni di vendita contro 68 giorni a fine dicembre 2019.

Riprendendo le indicazioni fornite nel piano strategico "Renaulution" Renault ha confermato i suoi obiettivi per il 2023 di un margine operativo del Gruppo superiore al 3 per cento e un free cash flow del ramo auto per 3 miliardi dal 2021 al 2023. Anche Renault segnala problematiche per la carenza di componenti elettronici spiegando di avere preso "tutte le misure necessarie per limitare al massimo l’impatto sulla produzione" con un "picco di questa carenza che dovrebbe essere raggiunto nel secondo trimestre". Con un recupero della produzione nel secondo semestre, resta "un rischio dell’ordine di 100.000 veicoli nell’anno".

Commentando i dati il ceo Luca de Meo evidenzia come "il Gruppo ha ripreso fortemente la performance nel secondo semestre. Questo risultato è il frutto degli sforzi compiuti da tutti, dell’accelerazione positiva impressa dal piano di riduzione dei costi fissi e del miglioramento della nostra politica dei prezzi. La priorità è data alla redditività e alla generazione di cash, come già annunciato in occasione del nostro piano strategico Renaulution. Il 2021 sarà un anno difficile, con incertezze legate alla crisi sanitaria, ma anche all’approvvigionamento dei componenti elettronici. Affronteremo queste sfide tutti insieme, nella dinamica di ripresa che ci caratterizza dalla scorsa estate".

L'annuncio dei risultati è stato accompagnato da un parziale rinnovamento del Consiglio di Amministrazione con la proposta di nomina di due nuovi amministratori indipendenti, Bernard Delpit e Frédéric Mazzella, mentre Patrick Thomas ha annunciato la sua uscita dal Cda con un anno di anticipo. Il Consiglio di Amministrazione ha deciso inoltre di proporre il rinnovamento per altri quattro anni del mandato di Miriem Bensalah Chaqroun, Marie-Annick Darmaillac, Yu Serizawa e Thomas Courbe. Infine, nel Cda previsto l'ingresso di Noël Desgrippes, come rappresentante dei dipendenti, in sostituzione di Benoit Ostertag.

Dopo l'annuncio dei risultati il titolo del gruppo francese perde oltre il 4% scendendo a 38,16 euro.

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